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Spettacolo

Francesco Facchinetti alla guida di Star Academy: “Che emozione”

Di tutti i talent show dedicati alla musica, “Star Academy” si preannuncia come il più competitivo. Al via oggi in prima serata su Raidue con la conduzione di Francesco Facchinetti, vedrà infatti ogni settimanasfidarsi sedici concor­renti, tutti contro tutti, in esibizioni di medley, in duetto, in gruppo e con gli ospiti, internazionali e non, sempre accompagnati da un’orchestra dal vi­vo e dal corpo di ballo. A fare da giudici ci penseranno Lorella Cucca­rini, Roy Paci, Nicola Savino e Or­nella Vanoni; mentre sarà campito dei tutor Gianluca Grignani, Mietta, Ron e Syria perfezionare le qualità vocali dei concorrenti. «Le due figure sono ben distinte per garantire l’im­parzialità nel giudizio», spiega entu­siasta Francesco Facchinetti.
Quali saranno le altre differenze rispetto a “X Factor”?
«Non ci saranno squadre, gruppi, ca­pitani. Sarà una sfida tutti contro tutti. Inoltre i ragazzi non si esibiran­no mai da soli, ma canteranno sem­pre in duetti o in gruppi: tra di loro, con gli ospiti che interverranno in puntata, o con gli stessi tutor. E anco­ra: i ragazzi frequenteranno un’Acca­demia per otto ore al giorno, ma poi potranno fare quello che vogliono e avranno libero accesso a giornali e web».
Come sono stati selezionati i giova­ni talenti?
«Li abbiamo cercati ovunque: nelle scuole di canto, nei locali di musica dal vivo, tra le radio e persino guar­dando i social network. Nella prima puntata presenteremo diciassette concorrenti. Solo sedici di loro, però, entreranno in Accademia. Due ragaz­zi, infatti, andranno subito al ballot­taggio e sarà il pubblico a casa, attra­verso il televoto, a decidere chi sarà il sedicesimo concorrente».
Chi saranno gli ospiti della prima puntata?
«Biagio Antonacci, Marco Mengoni e Max Pezzali ».
Che cosa cambierà nel suo stile di conduzione rispetto a “X Factor”?
«Diverse cose. Primo: vorrei arretrare un po’ come presenza, perché è già un programma molto ricco. Secondo: vorrei eliminare i lanci in voce over per puntare su un taglio più cinema­tografico. Terzo: cercherò di mante­nere la mia carica, senza essere enfati­co».
Qual è il suo stato d’animo oggi?
«All’inizio ero disperato: quando ini­zi un programma così complesso è inevitabile spaventarsi un po’. Col passare del tempo però mi sono tran­quillizzato e oggi sono emozionato senza essere nervoso».
Da tre settimane è diventato papà di Mia, la primogenita avuta da Alessia Marcuzzi. La sua serenità è anche merito della paternità?
«Sicuramente».
Ha assistito alla nascita di Mia?
«Certo, volevo godermi tutto. La na­scita del primo figlio è un momento unico e non me lo sarei mai perso».
Che padre vuole essere?
«Un papà normale, che sappia colti­vare e rafforzare le passione di sua figlia, limitandone però i vizi. Il che significa portarla in piscina se ama nuotare ed evitare di comprarle un paio di jeans se non c’è ragione».
È un padre partecipe nella cura di sua figlia?
«Sì: è una gioia cambiare il pannolino a Mia».
Il bello di essere papà?
«Improvvisamente la tua vita acqui­sisce un senso più profondo».
La qualità che apprezza di più di Alessia?
«Amo Alessia sotto tutti i punti di vista. È solare, naif, semplice. Sembra non sapere cosa siano la malizia e la falsità, nonostante abbia 40 anni».

 

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