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Spettacolo

Asia Argento, da venerdì al cinema: “Dopo 13 anni di esilio torno a recitare in Italia”

Esce venerdì in 400 copie “Baciato dalla fortuna”, la nuova comme­dia con Vincenzo Salemme; que­sta volta il comico napoletano ha deciso di non occuparsi della regia e di affidarla a Paolo Costella per potersi divertire di più sul set, com’è lui stesso a spiegare. Il protagonista è un vigile urbano che con il suo magro stipendio deve pagare il mutuo e soddisfare le pressanti richieste economiche dell’ex moglie e della futura sposa. Come tanti Gaetano prova la sorte e vince 120 milioni di euro al Superena-l­otto, o meglio crede di vincerli; di qui si innesca una trama ad alto ritmo ambien­tata nella ricca Parma. Nel cast anche Nicole Grimaudo, Alessandro Gas­sman, Dario Bandiera, Giuseppe Giaco­bazzi, Baz ed Elena Santarelli, ma la co­protagonista è Asia Argento. A 13 anni di distanza da “Viola bacia tutti” l’attrice romana torna in una pellicola italiana.
Perché ha messo fine al suo esilio volontario, Asia?
«Da tanto tempo speravo di lavorare di nuovo nel mio Paese dopo tanti film all’estero, tra Francia e Stati Uniti. An­che nel 1998 era stata Rita Rusic a chiamarmi per la commedia di Giovan ­ni Veronesi e pure questa volta ho accet­tato la sua proposta perché volevo un ruolo diverso dagli ultimi che ho inter­pretato ».
Nel film interpreta Betty: non si è sentita un po’ stretta nei succinti panni della procace e ap­pariscente compa­gna di un vigile cor­nuto?
«In effetti sì, fuori dal set non mi vedo con vestitini cortissimi e con le tette di fuori, d’altra parte c’ho pure una certa età (ha appe­na compiuto 36 anni, n.d.r.). Ho pensato con preoccupazione a cosa avrebbe detto mia figlia vedendomi conciata così, ma ora sono tranquilla perché Anna Lou è ansiosa di correre al cinema venerdì. Mi ha aiutata a ripassa­re le battute e sa tutta la sceneggiatura a memoria».
Nessuno di voi aveva mai lavorato prima con gli altri attori di “Baciato dalla fortuna”. Avete trovato l’affiata­ mente giusto e vi siete anche diverti­ti?
«Sì, io in particolare mi sono fatta delle gran risate durante le riprese di una delle prime scene in cui sbatto la carne sul fuoco in un modo molto provocante. Mi hanno unta e bisunta con l’olio e la mia cuoca è molto sexy e carnale in tutti i sensi. Betty mi diverte molto e anche se sembra solo attaccata ai soldi in realtà è una donna innamorata che alla fine avrà una sorta di redenzione».
Com’è andato in particolare il suo rapporto con Vincenzo Salemme fuo­ri e dentro il set?
«Benissimo, lui è un cavallo pazzo im­prevedibile, non si capisce mai ciò che sta per succedere nel ciak successivo e ti cambia le battute all’improvviso. È un vero teatrante sempre alla ricerca della perfezione».
È solo la terza commedia che inter­preta, nonostante questo è un genere che sente nelle sue corde?
«Sì, era il momento giusto per tornare a fare un film così perché il ruolo mi piaceva, il regista e gli altri attori anche. Non mi sento adatta a tutto e accetto una parte solo quando ci sono queste condi­zioni ».
Betty vuole vivere al di sopra delle pro­prie possibilità e pretende moltissi­mo da un uomo squattrinato. Questo film è un ritratto agrodolce di molti italiani, anche lei si sente precaria in un periodo del genere per il nostro Paese?
«Non ce la passiamo male solo noi, ma in effetti noto che dalle nostre parti in tanti vivono ben oltre le proprie possibilità. Anche io mi sento precaria per il lavoro che faccio e sono sempre in attesa che arrivi qualcosa. Per fortuna di recente ho lavorato molto e questo è il primo di sei film in uscita».
Cos’altro può dirci dei prossimi in arrivo?
«Non molto, solo che ad agosto ho finito di girare “Dracula 3D” con mio padre Dario, è un film pieno di sorprese in cui però non sono la protagonista».
Oltre che figlia d’arte è anche mam­ma: come riesce a conciliare la carrie­ra con gli impegni famigliari?
«Serve molta organizzazione e una gran­de condivisione delle responsabilità con il proprio partner, ma è così per tutte le mamme, non solo nel mondo dello spet­tacolo. E non mi chiedere di Morgan perché sono fatti miei». 
 

 

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