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Cronaca

Miss Italia orfane del “papà”: addio al patron Enzo Mirigliani

Le mamme italiane da sempre hanno lavorato per lui. Hanno messo al mondo piccole maliarde, le hanno fatte crescere sane e belle perché un giorno potessero sfilare nel suo altare. E abbiano poi qualcosa da raccontare per il resto della vita. Chi è lui? Un tranquillo gentiluomo che per buona parte dei suoi novantaquattro anni ha vissuto tra bellezze silenti, glutei parlanti, sorrisi stereotipati, lacrime per tutti, e le mamme, tante mamme, troppe, invadenti, ruffiane, imploranti. Addio a Enzo Mirigliani, il papà di Miss Italia.

Il viaggio nella memoria di questa icona del dopoguerra disegna un pezzo della storia del costume. Sotto la sua egida, tre torinesi sono state incoronate le più belle tra le belle: Raffaella Baracchi nel 1983, Cristina Chiabotto nel 2004 e l’anno successivo, Edelfa Chiara Masciotta. «Sono commossa per questa forte perdita – rivela la Chiabotto – rimarrà sempre nel mio cuore colui che ha segnato l’inizio della mia favola». Miss Italia ma non solo. Mirigliani ha ideato altre iniziative di successo come “Un volto per il cinema”, “Il meeting del cinema mediterraneo”, il premio letterario “Donna”, “Il televolto dell’anno”, “Il Festival del Piano Bar”, ma la sua più bella invenzione, è stata “La Sartina d’Italia”, protrattasi dal ’64 al ’70, una carovana in giro per dieci regioni. Ogni sera uno spettacolo, anche nelle piazze del Piemonte, con le ragazze impegnate nei teatri a confezionare abiti con la macchina per cucire davanti a famose sarte, e accanto a loro presentatori come Nunzio Filogamo, Mike Bongiorno, Corrado.

Ora che ne sarà di Miss Italia? Al timone già da qualche anno c’è la figlia Patrizia. Ma è innegabile che la morte di Mirigliani coincide con la fine del concorso. Perché sono finiti i tempi delle sue bellezze cresciute a carboidrati e capaci di arrossire in costume da bagno. Tutto passa, rimangono solo il buon Frizzi che ancora poche settimane fa, pur superati i cinquanta, si è definito  il “fratello maggiore” delle concorrenti, e le terribili mamme, irriducibili, fachire, insonni, a far la posta in piazza, nelle hall degli alberghi, a incrociare, non si sa mai, qualsiasi giurato che possa spedire in paradiso le loro creature. Finiti i tempi con l’Italia davanti a Raiuno in attesa della proclamazione, degli abbracci, dell’incoronazione. Sono cambiate le giovani, è cambiato il Paese. Oggi non c’è più quel piccolo mondo, non c’è più quel sogno di provincia chiamato Miss Italia. Ancor più senza il suo patron, è rimasto solo un concorso superato dai tempi.
 
a.cag.

 

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