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Bella con l’anima: la Juve di Conte lotta e sa soffrire

 Bella con l’anima. Sembrerà un parados­so eppure lo striminzito pareggio casalingo contro il Bologna ha rafforzato la convinzione che questa Juve abbia la forza, la solidità e la compattezza necessarie per puntare in alto.
Nel corso della passata stagione la squadra bianconera perse qualcosa come 28 punti contro le così dette piccole. I punti che fanno la differenza tra la gloria ed il fallimento totale. I due punti lasciati per strada mercole­dì allo Juventus Stadium non rappresentano il primo campanello d’allarme in tal senso. La Juve delle passate stagioni riusciva a dare il massimo contro le pari grado ma non aveva la giusta mentalità per affrontare tutti gli avver­sari allo stesso modo.
Il pareggio contro il Bologna non è figlio di un atteggiamento sbagliato, di un calo di tensio­ne, di una prestazione al di sotto dello stan­dard. Piuttosto lo è dell’ingenuità di Vucinic che con quell’evitabilissimo secondo giallo ha lasciato i suoi in inferiorità numerica ri­mettendo di fatto in partita un avversario che mai prima del rosso al montenegrino aveva dato l’impressione di poter portar via punti da Torino, al cospetto di una Juve un’altra volta gagliarda il giusto. Non è un caso se sia Gigi Buffon che Antonio Conte a fine gara, a caldo, hanno sottolineato sì il rammarico per l’occasione persa (in caso di vittoria la Juve sarebbe stata da sola lassù, in cima alla classi­fica) ma hanno anche rimarcato le tante buo­ne cose fatte vedere dalla squadra bianconera. Benissimo in undici contro undici, la Juve ha fatto bene anche in inferiorità. Ha subito gol su calcio da fermo ma non ha mai smesso di chiudere il Bologna nella propria metà campo e di cercare il colpo del ko.

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