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Sport

Gasperini sul burrone si aggrappa alla moviola

Risultati, infortuni, critiche. E arbitri. Sì, anche i fischietti, secondo Gian Piero Gaspe­rini, hanno influito a rendere negativo l’avvio di stagione dell’Inter, la cui classifica recita un punto in due partite di campionato e zero dopo l’esordio in Champions League. Più dei quattro gol subiti a Palermo o dell’attacco all’asciutto contro Trabzonspor e Roma, l’al ­lenatore ha cercato un alibi nelle sviste arib­trali, che nelle ultime apparizioni aveva citato solo di striscio. Non basterà a placare i fischi dei tifosi (copiosi al Meazza dopo lo 0-0 di sabato) o il silenzio di Moratti tra l’anticipo di due giorni fa e il classico lunedì post-campio­nato (il presidente non era a Milano). «Al di là delle difficoltà ci sono stati episodi che pote­vano portarci a risultati diversi e probabil­mente a delle considerazioni di altro tipo – ha raccontato il tecnico in conferenza stampa – Si è preferito stendere un velo pietoso, non dire nulla, ma poteva esserci una svolta. Fa tutto parte di una situazione non fortunatissima, senza volerci vedere nulla di torbido». Il tecnico cita il fuorigioco sul gol dei turchi e il mancato rosso a Migliaccio e acconsente a chi dalla platea ricorda il pari del Milan in Super­coppa e il rigore non assegnato a Sneijder contro la Roma. «State dicendo tutto voi, considerando che abbiamo giocato tre parti­te…». Quattro, in realtà, considerando il der­by d’agosto. La quinta potrebbe essere decisi­va, questioni arbitrali a parte, perché la piazza ha già espresso un certo dissenso.

 

L’articolo di Mattia Todisco su CronacaQui in edicola il 20 settembre

 

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