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Cronaca

“Azzarà sta bene, lo abbiamo sentito”. Emergency rassicura sul volontario rapito

“Una settimana fa abbiamo avuto un contatto diretto con Francesco Azzarà. Ci ha detto che sta bene, per quanto possibile nella situazione in cui si trova. Mangia e beve e tiene duro”. Sono parole di Cecilia Strada, presidente di Emergency, nel corso di un’audizione dinanzi alla Commissione straordinaria diritti umani del Senato, a un mese dal rapimento dell’operatore umanitario nella regione sudanese del Darfur.
Ha già raccolto centinaia di firme l’appello di “Italians for Darfur”, organizzazione capofila della campagna di sensibilizzazione sulla crisi e il conflitto in atto nella regione sudanese dal 2003, per la liberazione dell’operatore di Emergency.

“Dal giorno del rapimento – si legge in una nota apparsa sia sul sito sia sulla pagina Facebook dell’organizzazione – non trapelano notizie sostanziali, il che sembrerebbe confermare la natura anomala del sequestro, come aveva subito denunciato la nostra associazione. Nonostante l’impegno della Farnesina, appare determinante il pieno coinvolgimento delle istituzioni di Khartoum e delle rappresentanze sudanesi in Italia.

Per questo, forti del riconoscimento ottenuto nelle ultime missioni in Sudan, a Khartoum come a Nyala, tale da accordarci l’autorizzazione a operare in partnership con le associazioni locali per progetti umanitari in Darfur, e del confronto da sempre costruttivo con l’ambasciata sudanese in Italia, lanciamo un appello al governo sudanese e alle rappresentanze politiche e della società civile sudanese in Italia, affinchè si adoperino pienamente quali intermediari con il loro Paese per la liberazione di Francesco Azzarà”. “E’ indubbio che solo attraverso il loro pieno coinvolgimento – conclude la nota – il sequestro dell’operatore trentaquattrenne di Emergency possa giungere alla migliore delle conclusioni”.

 

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