img_big
Cronaca

Manovra, la Camera vota la fiducia

L’Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo sulla manovra economica. I sì sono stati 316, 302 i no. Dalle 15 verranno esaminati gli ordini del giorno. Il via libera definitivo al provvedimento è previsto intorno alle 19, dopo le dichiarazioni di voto finale in programma alle 18,30.

BERLUSCONI AL QUIRINALE
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è recato al Quirinale per un incontro con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Al termine del colloquio, il premier con ogni probabilità andrà alla Camera dove è in corso il voto di fiducia sulla manovra economica 

L’OK DI BRUXELLES
A Bruxelles, d’altronde, la manovra è piaciuta. L’Europa infatti non ha chie­sto nessuna misura aggiunti­va all’Italia, che si è così assi­curata un percorso credibile verso il pareggio di bilancio nel 2013. E pensare che l’ok dell’Ue era tutt’altro che scontato dati gli ultimi messaggi lanciati a Ro­ma. Tanto che lo stesso pre­mier Berlusconi ieri è volato a Bruxelles per illustrare il decreto alle massime autorità europee. E convincerle che fosse quello giusto per la te­nuta del Paese. Le istituzioni comunitarie hanno però rassicurato il go­verno di Roma, consideran­dolo sulla buona strada per risanare i conti e soprattutto invitandolo ad applicare in modo rapido, completo e ri­goroso «l’ambizioso pacchet­to » di riforme. Il decreto che Berlusconi ha illustrato al presidente della Ue Herman Van Rompuy e a quello della Commissione Josè Barroso, è dunque «un pacchetto ambi­zioso che dovrebbe aiutare a ridurre il debito e che aumen­ta la credibilità del Paese», ha precisato ieri il portavoce del commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn.
Con questa mano­vra, spiega Barro­so dopo aver in­contrato il pre­mier, l’Italia compie «un buon passo per rimuove­re gli ostacoli strutturali alla crescita» . E an­cora: «L’impegno del governo di arriva­re al pareggio di bilancio nel 2013 è un segnale di de­terminazione e ambizione importante», aggiunge Barro­so, che si unisce a Van Rom­puy nel plauso alla modifica costituzionale che inserirà nella Carta la “regola d’oro” del pareggio di bilancio.

PROTESTE
Se l’Europa plaude, mezza Italia protesta. Presidi e mo­bilitazioni dei sindacati non si contano più, e per domani c’è già in programma lo “sciopero dei sindaci”. Una protesta simb olica che coin­volgerà  8.094 Co­muni ma che – assi­curà l’Anci ­ non intende procurare nes­sun disagio ai cit­tadini . L’agenda dell’Anci per giovedì preve­de che tutti i municipi d’Italia riuniscano i propri organi per protestare contro gli effetti della manovra del Governo. Contestualmente tutti i sin­daci restituiranno ai prefetti le proprie deleghe sulle fun­zioni di anagrafe e Stato Civi­le e saranno aperte le porte dei Municipi ai cittadini per informarli sui costi dei Co­muni e sugli effetti della Ma­novra. Nel mirino, i tagli «in­sistenibili » a detta degli Enti locali. Sul piede di guerra an­che gli ecologisti di Legam­biente che denunciano rica­dute pesantissime sui treni dei pendolari.
«Il trasporto pubblico locale sarà pesantemente danneg­giato. Con le manovre degli ultimi due anni, al servizio ferroviario regionale è stato tagliato il 75% delle risorse ­ha affermato il presidente di Legambiente Vittorio Coglia­ti Dezza -. Con queste risorse, pari a solo il 25% di quelle disponibili nel 2010, è infatti impossibile garantire i servi­zi ferroviari pendolari già og­gi fortemente inadeguati».

 

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo