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Cronaca

Da Chernobyl a Fukushima, tutti i disastri

 Trentatre incidenti (rico­nosciuti dall’International Atomic Energy Agency) in poco più di cinquant’anni. Lo spettro del disastro nu­cleare, delle contaminazioni e delle fughe radioattive, ac­compagna fin dagli esordi la storia dell’atomo. Nel libro nero di centrali e reattori in­fatti non ci sono soltanto Chernobyl o Fukushima. Dal 1952 ad oggi, gli incidenti nucleari più o meno gravi registrati e riconosciuti uffi­cialmente sono stati ben 33.
Ultimo, in ordine di tempo, il disastro di Fukushima. Era l’11 marzo 2011 quando una fortissima scossa di terremo­to e un’ondata di tsunami devastarono il Giappone. Ma a crollare non furono soltan­to case e strade. Il devastante sisma danneggiò anche l’im­pianto di raffreddamento dei reattori della centrale di Fu­kushima tanto da provocar­ne l’esplosione. Nonostante gli impianti fossero di “se­conda generazione”, di quel­li cioè più moderni e con avanzate tecnologie di sicu­rezza, e nonostante la corsa contro il tempo di tecnici e scienziati, le conseguenze furono drammatiche: le ra­diazioni si propagarono rapi­damente nell’aria, la conta­minazione per persone, ter­reni, acque fu inevitabile. E Fukushima divenne la Cher­nobyl del Duemila.

 
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