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Milito è l’ombra di se stesso e l’Inter non ha alternative

Uno dei più grandi allenatori di sempre nei giochi di squadra, il guru del basket Phil Jackson, afferma che il modo migliore per strigliare la squadra nei momenti peggiori è lasciare i giocatori in campo, senza chiamare time out. La filosofia sarà molto probabilmente accolta da Rafa Benitez nel cercare di recuperare il miglior Diego Milito, al momento ridotto alla brutta copia di se stesso. Non che in casa nerazzurra ci si sia fatti prendere dagli allarmismi (il presidente Moratti ha asserito ieri di non essere assolutamente preoccupato), perché in fondo siamo a settembre, è l’anno post-Mondiale e la struttura fisica di un centravanti necessita di qualche tempo per arrivare al top. Le cifre confortano i più prudenti nei giudizi: lo scorso anno, a questo punto della stagione, l’argentino aveva messo a segno una sola rete, per giunta su calcio di rigore. Il primo acuto su azione è arrivato proprio alla terza giornata e chissà che il dato non sia benaugurante per l’imminente trasferta di Palermo.SCORAMENTOPiù che la statistica, stupisce l’atteggiamento del ragazzo. Anche senza segnare, un anno fa l’ex genoano aveva fatto intravedere sprazzi di grande calcio, firmando due assist nel derby e producendosi nell’ormai celebratissimo gioco di sponda per i compagni. Niente di tutto questo è stato possibile apprezzare dalla Supercoppa Italiana ad oggi, tanto che il diretto interessato è sembrato piuttosto turbato. Quando riesci a giocare bene, infatti, il gol è la logica conseguenza per chi agisce negli ultimi sedici metri. Il guaio è che, “score” personale a parte, la produzione è sotto il minimo sindacale. L’impegno non manca, nessuno imputa a Milito colpe che non siano quelle di avere una condizione precaria. La fortuna dell’argentino è proprio quella di essere sorretto da una grande professionalità e da un’intelligenza tattica che gli ha permesso, anche in una serata piuttosto nera, di propiziare la rete di Sneijder contro il Twente e di rubare il pallone dal quale è scaturito il definitivo pareggio di Eto’o.PANCHINA CORTAProprio il camerunese è allo stato attuale la vera alternativa al “Principe” in posizione di centravanti. Innanzitutto perché è il più in forma del gruppo, poi perché gradirebbe avvicinarsi progressivamente alla porta nel prosieguo della stagione. Pandev non è una prima punta, Biabiany e Coutinho lo sono ancor meno, per questo motivo Benitez ha fretta di ritrovare il miglior Milito e di tornare al modulo con il rombo, che permetterebbe all’argentino e ad Eto’o di agire in coppia nella parte più avanzata del campo. Certo, alle loro spalle non abbondano le soluzioni, e l’infortunio occorso a Goran Pandev (alla ripresa odierna verranno valutate le sue condizioni, ma il problema al collaterale del ginocchio gli costerà uno stop di almeno 10 giorni) è una pessima notizia. Difficile pensare che a gennaio non torni di moda uno dei nomi paventati in estate per la campagna acquisti.Mattia Todisco

 

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