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Spettacolo

Madonna stecca con il suo film. Applausi per la Solarino e Timi

Il commento più sarcastico sulla giornata di ieri della Mostra del Cinema di Vene­zia è arrivato da uno dei giorna­listi: «Oggi abbiamo visto un film della Madonna e un film di Madonna» . Il film “della Madonna” è certamente Carna­ge di Roman Polanski. Quattro attori in una stanza di New York, un bambino è stato pic­chiato da un altro bambino e i quattro si trovano a un tavolo per capire cosa è successo. Par­tono da sinceri democratici, ma poi si rivelano quattro me­diocri carogne. Christoph Wal­tz, il tedesco cattivo di “Inglo­rious Bastard” di Tarantino, è veramente fantastico nel ruolo di un avvocato d’affari con il telefonino perennemente in funzione, Jodie Foster è una madre con ambizioni progres­siste che nasconde uno spirito reazionario. Il film è godibile, divertente, cattivo: l’applauso finale è stato molto convinto il che fa pensare a un buon suc­cesso quando uscirà nelle no­stre sale distribuito da Medu­sa.
Invece è un film volutamen­te superclassico quello por­tato da Madonna, “W.E”: è la storia parallela di Wally Simpson, l’americana plu­ridivorziata che fece abdica­re il re d’Inghilterra, e una ragazza dei nostri giorni che ha un marito che non la ama nonchè una vera e propria passione per la femme fatale di Londra anni Trenta. Su­perclassico, molto formale e anche un po’ noioso: la cosa che stupisce di più, essendo un film diretto da una can­tante, è l’assoluta mediocri­tà delle musiche sdolcinate e invadenti che sottolinea­no ogni scena.
È andato molto bene con il pub­blico “Ruggine”, storia cruda di pedofilia diretta dal torinese Daniele Gaglianone. Il film esce proprio oggi, e Filippo Ti­mi nel ruolo di un orco tremen­do e odioso è veramente molto bravo come pure l’attrice tori­nese Valeria Solarino. Domani il programma accontenterà un po’ tutti, visto che è previsto David Cronenberg con “A Dan­georous Method” (e Cronem­berg è il re degli incubi visiona­ri) nonché il film scandalo con Monica Bellucci “Un etè bru­lant”. A dirigerlo è Philippe Garrel, padre del bel Louis nonché regista omaggiato con una retrospettiva e un libro al Torino Film Festival nel 1994.

 

 

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