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Cronaca

“Si, anzi no, forse”: la manovra è un rebus

Un caos. Lo dice Bersani, ma è sotto gli occhi di tutti. Sulla manovra il Governo sembra caduto in un’empas ­se di annunci e smentite, mosse e retromarce, accordi e disaccordi. Ieri, l’en ne s im o cambiamento su uno dei fronti più caldi, quello delle pensioni. Dopo il vertice di Arcore – spacciato come la panacea di tutti i mali – e dopo il sì di Umberto Bossi a possibili, ulteriori restrizioni in materia previdenziale, la Lega ha cambiato di nuovo, facendo saltare ( definitiva­mente?) le norme.

IL PROVVEDIMENTO
In particolare, si starebbe va­lutando la costituzionalità del provvedimento che ri­guarda il mancato computo ai fini del calcolo dell’anzianità degli anni università e del servizio militare. La questio­ne potrebbe essere affrontata collegialmente, quest’ogg i, probabilmente a margine del­la riunione del Consiglio dei ministri.
Ad ogni modo, l’eventuale perdita del gettito di circa un miliardo e mezzo (500 milio­ni nel 2013 e 1 miliardo nel 2014) derivante dalla non adozione della norma sulle pensioni, verrà compensata da un’aumento della lotta a ll ‘ evasione fiscale, con provvedimenti già allo stu­dio. E che dovrebbero preve­dere un inasprimento delle norme ed un coinvolgimento dei comuni.

Si sprecano le polemiche. Su tutti i fronti. «Da molto tempo – attacca il leader del Pd Pier­luigi Bersani – diciamo che maggioranza e Governo non sono in grado di portarci fuo­ri dai pericoli, ma solo di ag­gravarli. Una conferma ine­quivocabile viene dal caos di questi giorni, che espone il nostro Paese a rischi davvero seri » . Per il numero uno dell’Udc Pierferdinando Ca­sini, «il governo cambia idea ogni giorno, è veramente un insulto agli italiani che avrebbero bisogno prima di tutto di serietà». «Come fa il governo a presentare una ma­novra senza passare per il Consiglio dei ministri? – si chiede invece Antonio Di Pietro dell’Italia dei valori ­Com’è possibile che domani il governo si riunisca, ma non discuta della manovra? Allo­ra mancano i requisiti di luo­go e quelli formali. E soprat­tutto manca un verbale».

BRUXELLES
Tutto questo mente Bruxelles continua a premere. Nell’analizzare i contenuti della manovra – ha sottolinea­to ieri Amadeu Altafaj, porta­voce del commissario euro­peo per gli affari economici e monetari Olli Rehn – la Com­missione europea dedicherà «particolare attenzione» alle «misure strutturali» destina­te «ad agevolare e sostenere» la crescita per verificare che esse rispettino i «parametri» fissati nelle raccomandazio­ni rivolte dall’Ue all’Italia lo scorso giugno. «Siamo fidu­ciosi – ha aggiunto Altafaj ­che le misure per il rilancio e il sostegno alla crescita abbia­no un peso maggiore» nella composizione finale del pac­chetto di misure che faranno parte della manovra. Per ora, però, il lieto fine sembra lon­tano anni luce.

 

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