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Cronaca

Pensioni e superprelievo, la protesta corre sul web: cosa cambia per voi con la manovra? (forum)

La manovra, quella (ri)corretta dopo sette ore di vertice nella villa di Arcore, continua a non piacere. Critiche e accuse, infatti, sono tutt’altro che cessate e sul web monta la protesta. Dai sindacati ai magistrati, passando per i medici e perfino per Bankitalia, il coro è unanime: non risolleverà le sorti dell’Italia. Non rilancerà l’economia.  A tessere le lodi della (sua) manovra è soltanto il premier Silvio Berlusconi: «Sono molto soddisfatto – ha detto – perché ora è più equa e più sostenibile».

E voi cosa ne pensate? Cosa cambierà per voi con la manovra? Dite la vostra lasciando un commento in fondo all’articolo

«Un golpe»
A criticare la manovra per primi, i sindacati. «È stato fatto un golpe, della cui gravità non ci si è resi del tutto conto», tuona la Cgil per bocca della leader Susanna Camusso, che ha dunque confermato lo sciopero generale per il 6 settembre (a Milano il corteo partirà da corso Venezia alle 9.30 del mattino). Sul piede di guerra anche la Cisl, che ha annunciato anche un sit in per domani davanti al Senato. Nel mirino dei sindacati, le pensioni. O meglio, la riforma delle pensioni che esclude gli anni riscattati, per l’università o il servizio militare, dal calcolo del requisito di anzianità. «Ancora una volta si usa la scorciatoia delle pensioni senza intervenire sui costi della politica e i redditi elevati», tuona il segretario generale della Cisl Lombardia, Gigi Petteni. Sulla stessa linea anche la Uil. Insomma, tutti uniti contro il governo.

«Recessione»
Scettica sui provvedimenti studiata da Berlusconi-Bossi-Tremonti anche Bankitalia.  «Da molti anni la crescita economica è in Italia inferiore a quella degli altri paesi dell’Unione europea». Il necessario aggiustamento dei conti «avrà inevitabili effetti restrittivi sull’economia», ha affermato il vicedirettore generale di Bankitalia, Ignazio Visco, nel corso dell’audizione in commissione Bilancio al Senato.

L’azione di risanamento dei conti pubblici, volta al pareggio del bilancio nel 2013, «rallenterà la crescita ma non ha alternative», osserva Bankitalia. Però «le prospettive di crescita per il prossimo triennio non sono soddisfacenti – prosegue -. Il riequilibrio dei conti pubblici deve pertanto associarsi a una politica economica volta al rilancio dello sviluppo della nostra economia». Ancor più esplicito il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino: «Il ricorso prevalente alla leva fiscale, quasi ¾ della manovra, e in particolare le modalità d’intervento prescelte determinano la compressione del reddito disponibile e accentuano i rischi di effetti depressivi». Tradotto: troppe tasse e troppe poche spese contenute. Per questo, in una valutazione di sintesi, la Corte dei conti avanza delle «perplessità sulla scelta che ha condotto a formulare e quantificare la manovra correttiva. Secondo Giampaolino, «appare ribaltata la logica originaria della delega fiscale: da strumento per redistribuzione carico fiscale» a strumento per reperire «ingenti risorse aggiuntive per la correzione del disavanzo.

Super-prelievo
Polemiche anche sul contributo di solidarietà che sarà sì abolito per i redditi oltre i 90mila euro ma, così come stabilito dal vertice di maggioranza di ieri, oltre che per i parlamentari, resterà in vigore anche per tutta la pubblica amministrazione.  «È del tutto evidente l’incostituzionalità di una disposizione con la quale si opera una decurtazione secca del trattamento economico solo dei dipendenti pubblici, in violazione dei principi di eguaglianza e di progressivià del sistema fiscale», ha affermato il Comitato intermagistrature, che coordina l’Associazione nazionale magistrati e le principali sigle rappresentative della magistratura contabile e amministrativa, tra cui l’Avvocatura dello Stato. La Lega intanto ha presentato un emendamento per far pagare il contributo di solidarietà non solo ai calciatori ma a tutti gli sportivi professionisti. Emendamento destinato a far discutere. Insomma, la battaglia sulla manovra, che dovrà essere approvata il prossimo 7 settembre, continua. Dentro e fuori il Parlamento.

 

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