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Il Borghese

Gli appetiti della Casta

Per cominciare vi elenco il menù: antipasto di salmone affumicato condito con rucola e limone, 2,76 euro; spaghetti aglio, olio e peperoncino e penne all’arrabbiata, 1,60 euro; filetto di manzo, anche nella versione tournedos alla griglia, 5,23 euro; piatto di formaggi misti (in selezioni regionali), 1,74 euro; frutta mista 0,76 euro, scelta di dolci al carrello, 1,74 euro.

Essendo martedì la casa si scusa per la mancanza di offerta di prelibati prodotti ittici. In ogni caso la spigola, a 3 euro la porzione, ricomparirà sul menù quanto prima. Evviva. Eravamo già preoccupati per la dieta dei nostri parlamentari costretti a Roma con questo caldo ad occuparsi  della manovra finanziaria e dei conseguenti tagli ai nostri budget famigliari. Che almeno loro, gli eletti, possano nutrirsi bene e a buon mercato, investendo al massimo 10 o 12 euro per un pasto completo da consumarsi prima della pennichella pomeridiana.

A noi che con quella cifra ci facciamo il solito panino con birretta al bar sotto l’ufficio, resta l’acquolina in bocca e, diciamocelo pure, anche un bel po’ di indignazione. Ma possibile, viene da chiedersi, che per fare una riforma semplice semplice come quella di azzerare un privilegio che sa di scrocco fino alla vergogna, ci voglia tanto? E che non serva a nulla neppure l’indignazione popolare che monta come la panna (per restare in tema) contro la Casta in tutte le sue funzioni, tavola compresa? Domande retoriche.

Quando si tratta di ordinare un  sacrificio collettivo le norme viaggiano veloci, ma quando c’è di mezzo anche solo un’inezia come quella del pranzo assistito (al prezzo corrisposto dai parlamentari c’è un’integrazione della pubbliche casse di trenta euro), allora la burocrazia arranca: manca la disposizione a correggere il menù assistito da parte dell’Aula (ci aspetteremmo un’approvazione all’unanimità: ma sarà così?), servono le ratifiche dei Questori, e poi c’è – anche – da risolvere il problema legato al personale del ristorante che rischia, una volta riportati i prezzi a livelli di mercato, di ritrovarsi i tavoli vuoti con le conseguenze che è facile immaginare. Dunque, pazienza. La riforma si farà, ma non subito, o almeno non oggi o domani. Il ristorante del Senato, costretto a riaprire i battenti anzi tempo per via della convocazione delle commissioni impegnate nella discussione della manovra finanziaria, non era pronto ad affrontare una simile iattura. Buon appetito a tutti. Casta compresa. 

beppe.fossati@cronacaqui.it

 

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