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Cronaca

Libia: ribelli alla conquista di Tripoli, i cecchini del rais sparano sui bimbi

I ribelli libici hanno conquistato buona parte di Tripoli e catturato tre figli di Gheddafi, la folla è scesa in strada per festeggiare, ma la comunità internazionale teme che il colonnello, prima di desistere, ordini ai suoi un ultimo bagno di sangue. Parte della città, del resto, è ancora in mano alle forze governative, schierate a difesa della zona del compound in cui si era rifugiato nelle ultime settimane il leader libico. E gli scontri proseguono anche al confine con la Tunisia. Sparatorie anche a Sirte, città natale del Colonnello, di cui non si hanno più notizie. Secondo il Pentagono si troverebbe ancora in Libia, ma altre fonti parlano di una fuga all’estero.

Nella notte, si erano rincorse voci sull’arresto di Gheddafi, poi smentite dalla Corte penale internazionale dell’Aia. I ribelli hanno chiesto la consegna del rais, promettendo in cambio il cessate il fuoco. Ma subito dopo la radio ha mandato in onda un nuovo messaggio del Rais, in cui incita i cittadini a «salvare Tripoli: è una questione di vita o di morte». In un audio rilasciato nel pomeriggio, Gheddafi ha chiamato a raccolta i suoi fedeli: «Venite da tutte le regioni per liberare la capitale dai ribelli. Sono qui a Tripoli, non possiamo andare via. Non ci possiamo arrendere, resisteremo fino all’ultima goccia di sangue, sono qui come vi ho promesso».

A Tripoli, intanto, i ribelli concentrano i propri attacchi nella zona del compound, ma le forze regolari continuano a rispondere al fuoco e i cecchini continuano a sparare, pare anche sui bambini. A capo delle truppe pro-Gheddafi nel centro della capitale ci sarebbe l’ultimogenito del Rais, Khamis. Gli altre tre figli del Colonnello, Saif al-Islam, Mohammed e Saadi, invece sono stati arrestati.

Intanto, secondo alcune fonti interne, il bilancio degli scontri sarebbe pesantissimo, con circa 1.300 morti e cinquemila feriti.

 

 

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