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Spettacolo
Da Kashoggi a Giovanni Agnelli, da Clapton a Harrison: che ricordi

Lory Del Santo e quegli amori così intriganti

Una vita di alti e bassi, la fama e l’oblio, “Drive in” e “W la foca”, la copertina di “Panorama” stile Marilyn e una poesia dedicata a Silvio Berlusco­ni, la morte di un figlio e la parteci­pazione a Miss Universo. Ma Lory Del Santo, che nella realtà non è affatto sciocca, ha mantenuto quell’aria da svampita che la tv le ha cucito addosso: merito di “Ta­gli, ritagli e frattaglie”, condotto da Arbore e De Crescenzo, anno ‘81, in cui svestiva i panni di una sexy archivista tra le nuvole. Storie entrate negli annali del gossip, le sue. Come quell’av­ ventura di una notte con il mi­liardario Adnan Kashoggi sullo yacht “Nabila”, premia­ta con un diamante.
«Era un uomo pazzesco – raccontò -: simpatia e fascino hanno grande valore per me. E sono senza età». In effetti non si capiva come la giova­ne Lory potesse capito­lare sul letto largo tre metri e lungo due e mez­zo pieno di Dom Perignon (ero lo stesso sia nelle case di New York, Parigi, Roma, Montecarlo, Cannes, il Cai­ro, Riad, Gedda, Kenya, isole Canarie, Marbella, nei due jet e nei due yacht) del vecchio nababbo arabo alto un metro e sessanta, pesante un quintale, quasi completamente calvo, con guance paffute e folte ciglia arcuate. «Me l’ha presenta­to un’amica – dichiarerà ­, per caso. Abbiamo parlato dieci minuti, poi è sparito e mi ha lasciato fra le mani una vali­getta piena di dollari. Io gliel’ho restituita e lui ha voluto rive­dermi a tutti i costi». E il dia­mante? «Non era un pagamento, era un regalo. Non mi sono mai vendu­ta: però è normale ricevere rega­li dagli uomini, mi succede da quando ho 16 anni».

 

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