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Cronaca

Berlusconi in Parlamento: «Ora patto per la crescita. Anch’io sono in trincea»

Piazza Affari vive un’altra giornata col segno meno. Ma Silvio Berlusconi, inter­venuto alla Camera per una informativa sulla crisi, è convinto che non si debbano inseguire i nervosismi dei mercati. «La crisi va affrontata con coerenza e fermez­za», ha detto il premier parlando ai deputati. E rassicurandoli in particolare su una cosa: la politica e l’economia dell’Italia sono solide. A Montecitorio, (Umber­to Bossi non c’è mentre accanto al premier ci sono Giulio Tremonti e Franco Frattini) il capo del governo è tornato sulla bontà del provvedimento economico varato lo scorso 6 luglio, che ha come obiettivo il pareggio di bilancio entro 2014. « Abbiamo fatto una manovra che è stata giudicata adeguata e sufficiente dall’Europa e dagli osservatori internazionali», ha specificato il premier. Soste­nendo anche che i mercati «non hanno valutato» la solidità del sistema bancario italiano né le condizioni patrimoniali delle famiglia».
L’obiettivo essenziale è la crescita e per questo «serve un piano d’azione imme­diato ». Berlusconi chiama quindi a raccolta le parti sociali e anche le opposizioni . «Il Paese è economicamente e finanziariamente solido, nei momenti difficili sa essere coeso e affrontare le difficoltà», e «raccolgo con convinzione l’appello alla coesione di Napolitano, un monito saggio che faccio mio. Tutti hanno il dovere di rimboccarsi le maniche», ha detto il numero uno dell’esecutivo. «Non chiedo all’opposizione di condividere il programma del governo – ha aggiunto -, ma auspico che possano contribuire con le loro proposte e le loro idee a far emergere quello che serve al Paese». Un appello che qualche minuto dopo il leader Pd Pier Luigi Bersani ha fatto cadere nel vuoto.
Il presidente del Consiglio ha parlato per poco meno di quaranta minuti e l’Aula gli ha riservato dodici applausi («soddisfatto» il ministro leghista Roberto Maroni). Non è mancato nel suo intervento un riferimento ai costi della politica. L’impegno del governo, ha annunciato Berlusconi, è quello di una forte riduzione delle auto blu e l’adeguamento degli stipendi delle cariche pubbliche alla media europee. Solo un passaggio fuori dal discorso scritto per il capo del governo, che a Montecitorio ha voluto ricordare di essere un imprenditore. «Ho tre aziende in Borsa, sono anche io nella trincea finanziaria, conscio di quel che accade sui mercati», ha detto il Cavaliere scatenando tra i banchi dell’opposizione fischi e voci di protesta.

 

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