Cronaca

Mafia, arrestato Dante Saccà: fu uomo dei Corleonesi

Dopo una latitanza di cinque anni è stato arrestato a Genova Dante Antonio Nino Saccà, affiliato ai Corleonesi di Totò Riina e secondo gli inquirenti legato a camorristi del calibro di Michele Zaza con il quale condivise la latitanza in Costa Azzurra alla fine degli anni ’80. Saccà, che oggi ha 72 anni, è stato arrestato in esecuzione di un mandato di arresto internazionale dai carabinieri del nucleo operativo di San Martino di Genova a casa dei figli, a Genova, dove il boss trascorreva la convalescenza dopo un intervento chirurgico subito in Francia. Deve scontare una pena residua di 4 anni.
Saccà, accusato dal pentito Rosario Spatola di essere stato ‘arruolato’ dallo stesso Riina, sarebbe stato secondo gli inquirenti l’anello di congiunzione tra i Corleonesi di ‘Zu Toto e i camorristi nel riciclaggio di denaro sporco effettuato tramite l’acquisto di immobili in Versilia e in Sardegna alla fine degli anni ’80. È stato arrestato il 21 aprile del 1993 su mandato della procura distrettuale di Firenze anche grazie alle dichiarazioni di Spatola. Nino Saccà è pluripregiudicato per decine di reati-fine tra cui riciclaggio, sequestro di persona, contrabbando. È stato accusato anche di aver favorito Renato Vallanzasca. Saccà era stato indagato anche dalla Guardia di Finanza che lo fotografò in Costa azzurra assieme a Michele Zaza, il boss camorrista della Nuova Famiglia Nunzio Guida, Salvatore Di Iorio e Vincenzo Capodanno.

 

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