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Cronaca

Bologna, oggi si ricorda la strage di 31 anni fa. Governo assente: è subito polemica

“Non mancherà l’impegno delle istituzioni, in primo luogo di governo e magistratura, e dobbiamo avere fiducia che anche a distanza di anni si possa dare finalmente ai familiari, alla città di Bologna e alla nazione una verità più completa”. È quanto ha affermato, all’avvio delle commemorazioni per la strage alla stazione di Bologna del 1980, il prefetto della città felsinea, Angelo Tranfaglia, in rappresentanza dell’Esecutivo. “L’auspicio è che questa fiducia e questa speranza – ha osservato in un passaggio del suo intervento – siano alimentate da un rinnovato e condiviso clima di collaborazione tra istituzioni e cittadini, che possa superare anche quegli elementi di incomprensione che hanno accompagnato negli anni questa vicenda, e, in particolare, le celebrazioni commemorative”.

Secondo il prefetto di Bologna – che ha parlato a palazzo d’Accursio davanti al sindaco Virginio Merola, al sindaco di Bari Michele Emiliano, al presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage, Paolo Bolognesi, e alle altre istituzioni – “non è sicuramente possibile capire fino in fondo le ragioni di quel gesto, così incredibilmente violento, che costituisce una delle vicende più complesse della storia della Repubblica Italiana. Ma – ha proseguito – se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, anche per superare le ombre che l’accertamento giudiziario dei fatti non ha completamente dissipato, necessario perchè ciò che è accaduto non torni mai più”. Come ha osservato lo scorso anno in occasione del trentesimo anniversario della strage il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha aggiunto ancora Tranfaglia “colmare le lacune sulle trame sottese a quel terribile episodio deve continuare ad essere la priorità non solo per chi è sopravvissuto o per i familiari, ma per tutto il Paese”. In conclusione del suo intervento, il Prefetto di Bologna non ha poi mancato di sottolineare la presenza non solo delle istituzioni alle commemorazioni, ma di tanti cittadini, il cui “impegno civile è l’arma più efficace a difesa dello stato di diritto e il più sicuro antidoto contro i rischi di imbarbarimento”

Il sindaco: “L’assenza del governo? Mancanza di sensibilità”
L’assenza di esponenti del governo alla commemorazione per il 31/o anniversario della strage alla stazione di Bologna rappresenta “una mancanza di sensibilità”, ma quello che è importante “è andare avanti per l’applicazione della legge 206” sui risarcimenti a favore dei familiari delle vittime, e su questo “sono certo che avremo interlocutori anche nell’attuale governo”. È quanto ha affermato, a margine della partenza del corteo per la commemorazione della strage del 2 agosto 1980, il sindaco di Bologna, Virginio Merola. “La rappresentanza istituzionale c’è – ha replicato a chi gli chiedeva un commento sull’assenza di esponenti dell’ esecutivo – il governo no, il motivo è noto, ma dobbiamo andare avanti per l’applicazione della legge 206, questa è la cosa più importante”. Quanto alla giornata di oggi “sento l’ orgoglio e l’onore di questa responsabilità. Mi ricordo quel giorno, lavoravo alle Poste, avevo 25 anni, ed essere qui oggi, come sindaco, è una forte emozione”. Quanto all’assenza di membri del governo, ha sottolineato ancora Merola, “segnala una mancanza di sensibilità. Siamo un Paese democratico, e da tanti anni una città si ritrova per chiedere l’applicazione della legge democratica, sia per l’ abolizione del segreto di Stato, sia per l’applicazione della legge 206 per il risarcimento ai familiari delle vittime di stragi. Non possiamo pensare – ha proseguito Merola – che in questo Paese chiedere l’applicazione della legge sia un fatto rivoluzionario. Credo che sia normalità democratica, e su questo – ha concluso – sono certo che avremo interlocutori anche nell’attuale governo”.

Schifani: “Nuove generazioni non dimentichino”
“Tutti, e le nuove generazioni in particolare, non dimentichino quella terribile strage e continuino a chiedere che venga accertata la verità”. È quanto scrive Renato Schifani in un messaggio inviato al sindaco di Bologna, Virgilio Merola nel trentunesimo anniversario della strage della stazione ferroviaria. “Caro Sindaco, accolgo con sincero piacere – si legge nel testo della missiva – l’invito a inviare un pensiero di partecipazione in occasione del XXXI Anniversario della strage alla Stazione di Bologna. Quel giorno drammatico in cui persero la vita 85 persone e 200 rimasero ferite ha segnato profondamente il Paese e continua a rappresentare uno degli episodi più tragici della nostra storia. Vorrei rivolgermi ai parenti delle vittime, all’Associazione familiari, presieduta da Paolo Bolognesi, e ringraziarli per la lotta all’oblio nel nome della verità a cui hanno dedicato la loro vita in questi anni. La commemorazione che ogni anno il 2 agosto si tiene a Bologna rappresenta un’occasione indispensabile perchè tutti, e le nuove generazioni in particolare, non dimentichino – conclude il presidente del Senato – quella terribile strage e continuino a chiedere che venga accertata la verità dei fatti e venga fatta giustizia, affermando con forza in ogni momento i principi fondanti della nostra Repubblica”.

Chiti: “Uno degli attentati più gravi della nostra storia”
“Il 2 agosto 1980 Bologna conobbe uno degli attentati terroristici più gravi della storia del nostro Paese: 85 i morti e 200 i feriti. Fu una ferita profonda al cuore dell’Italia”. Così il vice presidente del Senato Vannino Chiti (Pd), ricordando nel giorno in cui si ricorda la Strage di Bologna. “Cittadini italiani e stranieri vennero colpiti – sottolinea Chiti – mentre si muovevano per andare in vacanza, per raggiungere i propri cari, vittime di una violenza cieca che voleva minare fin dalle fondamenta la democrazia e la Costituzione. Non possiamo e non dobbiamo cancellare la nostra memoria ed è indispensabile che sia fatta piena luce sulla strage. È un debito che abbiamo nei confronti di quelle vittime innocenti e dell’associazione dei loro familiari, che da oltre da tre decenni combatte per la verità e per la giustizia. È grave – conclude il parlamentare – che per il secondo anno consecutivo il governo non partecipi alla commemorazione della Strage e che non sia stato fatto alcun passo perchè la legge 206, che riconosce benefici speciali alle vittime del terrorismo, sia applicata in tutta la sua interezza”.


Napolitano: “Prevenire qualsiasi rigurgito di intolleranza e di violenza”
“Il ricordo di quella strage è scolpito nella coscienza della Nazione e sollecita ogni giorno l’impegno civile della intera collettività nel prevenire qualsiasi rigurgito di intolleranza e di violenza”. È un passaggio del messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, Paolo Bolognesi in occasione dei 31 anni dalla strage di Bologna. “La città di Bologna ricorda oggi con immutato dolore il criminale attentato della stazione ferroviaria che trentuno anni fa costò la vita a ottantacinque persone e segnò indelebilmente, nel fisico e nell’animo, quella di tante altre e dei famigliari tutti – scrive il Capo dello Stato – Il ricordo di quella strage è scolpito nella coscienza della Nazione e sollecita ogni giorno l’impegno civile della intera collettività nel prevenire qualsiasi rigurgito di intolleranza e di violenza e nel difendere e consolidare i valori fondanti della nostra democrazia”. “Merita perciò gratitudine e apprezzamento la passione civile con la quale l’associazione da lei presieduta si batte per l’ulteriore accertamento della verità storica e processuale su quel barbaro e folle episodio di terrorismo eversivo – prosegue Napolitano – mantenendone immutata la memoria e diffondendo, specie nelle generazioni più giovani, la cultura della convivenza pacifica e della consapevole partecipazione all’esercizio dei diritti politici e civili”. “Nel commosso ricordo di quel tragico giorno – conclude il presidente – esprimo a lei e a tutti i famigliari delle vittime la mia affettuosa vicinanza e i sentimenti di partecipe solidarietà dell’intero Paese”

 

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