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Cronaca

Stipati come sardine: 25 migranti muoiono soffocati su barcone al largo di Lampedusa

Venticinque migranti, tutti maschi, sono stati trovati morti su un barcone a circa 35 miglia al largo di Lampedusa. L’imbarcazione, di circa 25 metri, aveva lanciato l’allarme domenica sera: sul posto si sono subito dirette due motovedette della Guardia costiera e da una della Guardia di Finanza, che l’hanno raggiunto e accompagnato verso il porto. Il barcone, che procedeva molto lentamente, stamani all’alba ha però avuto un guasto, quando si trovava a circa un miglio da Lampedusa. I migranti sono stati quindi trasbordati sulle motovedette della Guardia costiera, ma a bordo il personale delle Capitanerie di porto ha fatto la macabra scoperta: 25 i cadaveri trovati durante l’ispezione del barcone. I migranti tratti in salvo, la cui provenienza è ancora imprecisata, erano 271 (non 268, come appreso in un primo momento), tra cui 36 donne e 21 bambini.

I 25 uomini, stipati come sardine, sono morti soffocati, durante il viaggio della speranza dal Nord Africa. Da una prima ricostruzione, effettuata anche ascoltando alcune dichiarazioni di altri africani, sembrerebbe che le vittime siano state le prime persone a salire sull’imbarcazione lunga 15 metri prendendo posto nella parte inferiore della barca: unico accesso, una botola larga appena 50 centimetri. Subito dopo, sono saliti sul barcone gli altri migranti. Dopo poche ore di viaggio i gas provocati dal motore della vecchia imbarcazione avrebbero reso l’aria irrespirabile nella stiva della barca e le persone nella stiva avrebbero tentato di uscire dalla botola ma gli occupanti che si trovavano nella parte superiore della barca non l’hanno consentito perché non ci sarebbe stato sufficiente spazio nel ponte. Il viaggio, sempre secondo le prime indicazioni, sarebbe durato oltre tre giorni e i cadaveri sono stati ritrovati in stato di parziale decomposizione dai vigili del fuoco di Lampedusa che li hanno recuperati.

Durante il viaggio, come raccontato da alcuni sopravvissuti, un uomo è stato gettato in mare da tre africani per una discussione.
La procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta. L’indagine, a carico di ignoti, ipotizza i reati di morte come conseguenza di altro reato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. “Faremo eseguire l’autopsia sui cadaveri – ha detto il procuratore di Agrigento Renato Di Natale – per ricostruire precisamente le cause della morte anche se, dai primi accertamenti, pare che il decesso sia causato da asfissia. La polizia interrogherà gli altri migranti per cercare di capire cosa sia avvenuto sul barcone che è sotto sequestro”. I magistrati spiegano che la morte delle persone sul barcone potrebbe essere avvenuta in acque internazionali

 

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