img_big
Rubriche Tecnologia

LA RECENSIONE – Call of Juarez: The Cartel

Dite addio a praterie, cavalli e cow-boy e date il benvenuto a palazzi, auto e spacciatori. Call of Juarez, con il nuovo capitolo The Cartel, dice addio all’ambientazione far west che aveva contraddistinto le precedenti uscite per spostarsi nella moderna Los Angeles. Una scelta coraggiosa, visto che proprio l’ambientazione era il vero marchio di fabbrica della serie, quello che più contraddistingueva Call of Juarez dai tanti altri FPS in commercio. E quindi andiamo a vedere se Ubisoft e i ragazzi di Techland hanno fatto bene a “lasciare la strada vecchia per la nuova”…

LA TRAMA

Ad assicurare la continuità con i precedenti capitoli è Benjamin, l’erede della famiglia McCall. La prima cosa che dovrete fare, infatti, sarà quella di scegliere con quale personaggio affrontare The Cartel e Benjamin è una delle tre scelte a disposizione, insieme a Eddie Guerra della DEA e Kimberly Evans dell’FBI. L’obiettivo è quello di sgominare un cartello di narcotrafficanti che regna sulle strade di Los Angeles e ogni personaggio, oltre a caratteristiche fisiche e abilità differenti, ha delle motivazioni particolari per portare a compimento la missione. Questo permette al gioco di offrire una certa varietà in quanto affrontare l’avventura con uno piuttosto che con l’altro consentirà di sbloccare missioni extra diverse. Guerra spera di approfittare dell’occasione per risollevare le sue finanze in difficoltà, Kimberly vuole salvare il fratello che si è unito a una banda e McCall è in cerca di vendetta nei confronti di un reduce dalla guerra in Vietnam. Ogni protagonista cercherà quindi di raggiungere il proprio obiettivo all’insaputa dei due compagni d’azione nel corso di un gioco contraddistinto da continue sparatorie e divertenti sezioni di guida che da Los Angeles vi porteranno fino alla città di Juarez. In pratica, chi vorrà gustarsi ogni dettaglio della trama dovrà giocare tre volte, completando Call of Juarez con ciascuno dei protagonisti.

IL GAMEPLAY

Siamo di fronte a uno sparatutto e quindi preparatevi a imbracciare il vostro fucile, pardon il vostro joypad, e a far fuoco su tutto quello che si muove. Il gioco in single player offre una buona libertà di azione anche se il percorso da seguire è comunque quello prefissato dai programmatori. A disposizione avrete un buon numero di armi, alcune delle quali si sbloccheranno solo proseguendo con l’avventura e potrete anche imbracciarne due in contemporanea per aumentare al massimo la vostra potenza di fuoco. In più, avrete a disposizione la possibilità di esibirvi in scazzottate simili a risse furibonde e, come già accennato, in alcune sessioni di guida. In quest’ultimo caso avrete a disposizione una ulteriore scelta, visto che potrete sia mettervi al guidante e lasciare ai vostri compagni il compito di far fuoco sui mezzi degli spacciatori oppure lasciare i comandi a uno di loro e imbracciare voi stessi le armi. Man mano che verrete colpiti la vostra salute diminuirà e questo sarà evidente grazie al cambiamento di colore dello schermo. A quel punto per non soccombere vi resterà solo una cosa da fare: scegliere un buon riparo e mettervi lì dietro, sfruttando anche il sistema di copertura, in attesa che la vostra energia si ripristini. A disposizione anche un “bullet time”, la possibilità di “rallentare il tempo” per prendere meglio la mira e colpire più di avversario alla volta. Insomma, tutto il classico repertorio dei giochi di questo tipo.

IL MULTIPLAYER

Qui i programmatori hanno dato un po’ più fondo alla fantasia, cercando di inventare qualcosina di nuovo. In una modalità, ad esempio, dovrete partecipare a una rapina in banca: una squadra cercherà di assaltare i forzieri mentre l’altra vestirà i panni della polizia per sventare il colpo. In un’altra modalità ancora, ecco altre due squadre affrontarsi per cercare di proteggere, in un caso, o uccidere, in un altro, un personaggio famoso. Ovviamente, non mancano neanche le modalità classiche che tutti gli appassionati di FPS conoscono bene, a cominciare dal Deatmatch. Buona la scelta delle mappe anche se forse sono fin troppo ampie e permettono una tale varietà di approcci da rendere difficile gestire una tattica di squadra.

COMPARTO TECNICO
E qui forse i ragazzi di Techland avrebbero potuto fare qual cosina in più. La grafica in particolare non appare all’altezza delle produzioni più recenti. L’impressione è quella di avere tra le mani un gioco vecchio di un paio di anni e non si capisce il perché, visto che in passato Call of Juarez aveva raggiunto ottimi livelli da questo punto di vista. Anche l’intelligenza artificiale, sia degli avversari che quella dei propri compagni, non è delle più esaltanti mentre il sonoro risolleva un po’ il giudizio, grazie anche al doppiaggio in italiano.

Call Of Juarez: The Cartel è un prodotto Ubisoft per Ps3 e Xbox360. La versione Pc sarà disponibile dal 15 settembre. La versione recensita è quella per Xbox360.

I VOTI
Grafica 6,5
Sonoro 7,5
Multiplayer 7,5
Giocabilità 7,5
Longevità 7
Totale 7,25

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo