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Cronaca

Massacro di Oslo, “crimini contro l’umanità”. Così Breivik resterà in carcere 30 anni

Anders Behring Breivik, l’autore della strage di venerdì scorso in Norvegia, potrebbe essere incriminato per crimini contro l’umanità. E’ quanto la polizia pensa di invocare nei confronti del 32enne che ha ammesso di essere l’autore della strage di venerdì scorso a Oslo. Lo riferisce il procuratore citato da un giornale locale. Introdotta nel codice penale norvegese nel 2008, la norma sui crimini contro l’umanità prevede una pena massima di 30 anni di reclusione. Citato in forma indiretta dal giornale Aftenposten, il procuratore Christian Hatlo ha sottolineato che il ricorso a tale norma è al momento solo un’eventualità. Finora la polizia ha fatto riferimento ad “atti di terrorismo” che prevedono una pena massima di 21 anni.

La polizia norvegese è ancora convinta che Anders Behring Breivik abbia agito da solo e non si sia appoggiato ad alcuna cellula esterna, come invece da lui sostenuto nell’udienza preliminare di ieri. “Riteniamo che l’accusato abbia una credibilità piuttosto bassa per quanto riguarda questa affermazione, certo nessuno di noi comunque può escludere del tutto che sia vera”, ha detto all’agenzia Reuters una fonte vicina alle indagini. Si dubita anche che Brevik sia parte di una ‘crociata’ anti-Islam e anti-marxista, come da lui sostenuto nel manifesto di oltre 1.500 pagine che alcuni esperti norvegesi vedono piuttosto come il frutto della fantasia di uno psicopatico che vuole solo confondere le acque. Oggi il ministro della giustizia Knut Storberget si incontrerà con i responsabili della polizia, al centro delle critiche per essere intervenuta in ritardo sull’isola di Utoya.

 

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