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Cronaca

Crisi Grecia, vertice straordinario a Bruxelles: verso un nuovo Piano Marshall

A poco più di dieci anni dalla nascita dell’euro i leader dei 17 Paesi dell’eurozona si riuniscono oggi a Bruxelles per un summit difficile e determinante non solo per la Grecia, ma anche per bloccare il rischio di contagio ad altri Paesi e per il futuro della moneta unica europea.
Nella notte la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, dopo sette ore di colloqui che hanno visto l’intervento anche del presidente della Bce Jean-Claude Trichet, hanno definito una ‘posizione comune’ con cui presentarsi al summit. Nulla è finora trapelato sui contenuti dell’intesa franco-tedesca e tra gli addetti ai lavori è opinione diffusa che dietro a tanta riservatezza si nascondano le difficoltà che devono ancora essere superate dall’insieme dei partner prima di poter parlare di un vero e proprio accordo.

Al summit straordinario della zona euro partecipano anche rappresentanti delle banche. Secondo quanto si apprende, con gli sherpa dei leader di Eurolandia stanno negoziando il presidente dell’ Institute of International Finance, Charles Dallara e, tra gli altri, l’ad di Deutsche Bank, Josef Ackermann, quello di BNP Paribas e di Fortis.

Un “piano Marshall per la Grecia”: lo chiedono i leader della zona euro secondo quanto si apprende in una bozza di conclusioni. La Grecia è un caso unico nella sua gravità nella zona euro. Per questo motivo richiede una soluzione eccezionale.

Sui problemi ancora aperti stanno lavorando gli ‘sherpa’ dei leader in attesa che i capi di Stato e di governo dei Paesi dell’eurozona arrivino, intorno alle 13, al Justus Lipsius, il palazzo dove ha sede il Consiglio Europeo. Alla riunione partecipano anche il nuovo direttore generale dell’Fmi Christine Lagarde e il presidente della Bce. “E’ necessario trovare una soluzione oggi”, ha sottolineato al suo arrivo il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, il quale ha gettato acqua sui fuoco osservando che “non è in pericolo l’euro”, perché “é un problema greco”. Per Juncker occorre comunque fare tutto il possibile per evitare un default selettivo. Uno dei principali nodi da sciogliere è la definizione delle modalità di partecipazione dei privati, ovvero delle banche, al secondo piano di salvataggio della Grecia. Fonti franco-tedesche e lo stesso Juncker hanno al momento escluso che ciò possa avvenire attraverso l’imposizione di una tassa ‘ad hoc’ sugli istituti di credito

 

 

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