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Cronaca

La Camera ha dato l’ok all’arresto di Papa. Tedesco salvato al Senato

La maggioranza dei deputati ha detto sì all’arresto dell’onorevole del Pdl Alfonso Papa. Su 612 presenti hanno votato a favore 319 deputati. I voti contrari sono stati invece 293. Non si è dunque realizzato il «salvataggio» che secondo molti sarebbe stato assicurato dall’adozione del voto a scrutinio segreto, richiesto dal gruppo del Pdl e da quello di Popolo e Territorio (gli ex Responsabili). Determinante la scelta della Lega: dopo il tira-e-molla dei giorni scorsi, con posizioni diversifica te annunciate di volta in volta dallo stesso senatùr, il Carroccio si è espresso formal­mente per il sì all’arresto, lasciando comunque libertà di coscienza ai propri parlamentari. Già la giunta per le autorizzazioni di Montecitorio, nei giorni scorsi, aveva espresso parere favorevole al provvedimento restrittivo chiesto dalla Pro­cura di Napoli nei confronti del parlamentare pidiellino, indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P4. In aula, al momento della votazione, era pre­sente anche Silvio Berlusconi che ha commentato laconico: «È una vergogna». La votazione è stata preceduta da una giornata di lavori parlamentari particolarmen ­te tesa, culminata nel doppio voto pomeridiano sulle autorizzazioni all’arresto. Oltre al caso Papa era infatti in discussione al Senato anche una richiesta analoga per Alberto Tedesco, senatore del Pd, indagato dalla Procura di Bari per la sanità pugliese. Ma in questo caso l’Aula si è espressa per il no, nonostante lo stesso esponente democratico poco prima dell’inizio della seduta avesse chiesto ai colleghi di Palazzo Madama di votare sì al suo arresto. Anche al Senato il voto è avvenuto a scrutinio segreto: i no sono stati 151, a fronte di 127 sì e 11 astenuti.

 

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