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La cerimonia è stata celebrata dal sindaco: «Data storica per la città»

LE NOZZE. Prima unione civile in Comune: una trans e un uomo dicono «sì»

«Oggi finalmente coroniamo il nostro sogno d’amore». Stefano Dino e Isabelle Araujo Rodrigues, mercoledì pomeriggio nella sala consiliare del municipio di Grugliasco si sono uniti nella prima unione civile della storia della città.

Isabelle, 37 anni, è una trans di nazionalità brasiliana. I due si sono conosciuti in Brasile, a Porto Alegre, nel lontano 2009, durante una vacanza fatta da Stefano, 43 anni, in quelle meravigliose terre. Fra i due è subito nata una bellissima amicizia che, col tempo e con il fatto che Isabelle veniva spesso in Italia, si è lentamente trasformata in amore. Un grande amore che ora, grazie alla Legge Cirinnà, si è trasformato in una vera e propria unione. A celebrare l’unione civile è stato il primo cittadino, Roberto Montà: «È una data storica per la nostra città – ammette a margine della cerimonia lo stesso sindaco – ma anche per i novelli sposi. Sono stato piuttosto emozionato, così come lo erano loro due, che non vedevano l’ora che pronunciassi le fatidiche parole».

Stefano e Isabelle sono stati accompagnati dai rispettivi testimoni, la valdostana Monica Yoccoz e la grugliaschese Luisa De Martino. Lettura dell’atto di unione, scambio degli anelli e bacio finale hanno concluso una cerimonia sobria ed emozionante. «Siamo contenti di esserci sposati proprio qui a Grugliasco dove vivremo insieme, sotto lo stesso tetto – affermano i due, ancora emozionati -. Una città che si è sempre dimostrata aperta e civile e non ci ha mai criticato o denigrato. Il nostro matrimonio, oltre a darci gli stessi diritti degli altri, vuole essere un’occasione per sdoganare le diversità. Siamo due persone che si amano e che vogliono stare assieme. E ora finalmente ci è stato permesso».

Il sindaco è tornato poi sul concetto di unione civile: «Rappresenta una conquista di libertà e civiltà. Come ho detto mercoledì, l’unione comporta diritti e doveri che insieme dovranno rispettare e di cui possono godere ».

 

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