img_big
Politica
In serata il giuramento al Colle ma intanto è rottura con Ala-Sc. Verdini e Zanetti: “Esecutivo fotocopia, non lo votiamo”

CRISI LAMPO. Governo, Gentiloni presenta la squadra. Alfano va agli Esteri, Minniti allʼInterno, Fedeli allʼIstruzione

Tempi brevi aveva promesso il premier incaricato Paolo Gentiloni. E tempi brevi sono stati davvero. Il presidente del Consiglio incaricato ha sciolto la riserva e si è presentato al Quirinale con la lista dei ministri del nuovo governo che alle 20 giureranno al Colle. Marco Minniti va agli Interni al posto di Angelino Alfano che va agli Esteri. Gianluca Galletti resta all’Ambiente. La senatrice Anna Finocchiaro ai Rapporti con il Parlamento, Luca Lotti al nuovo ministero allo Sport. Maria Elena Boschi sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Domani e dopodomani” il governo chiederà la fiducia alle Camere. Lo ha annunciato lo stesso il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni al Quirinale.

“GARANTITO STABILITA’ CON TEMPI BREVI”
“Ho fatto del mio meglio per formare il nuovo governo nel più breve tempo possibile, per aderire all’invito del presidente della Repubblica e nell’interesse della stabilità delle istituzioni alla quale guardano gli italiani” ha dichiarato il presidente del Consiglio al Quirinale. “Il governo come si vede dalla sua struttura proseguirà in azione di innovazione svolta da governo Renzi e nel contempo si adopererà per facilitare il lavoro delle diverse forze parlamentari volto a individuare nuove regole per la legge elettorale” ha poi proseguito il neopremier “Il Paese – ha aggiunto – si e rimesso in moto negli ultimi anni ma non possiamo ignorare il disagio specie nel ceto medio e nel Mezzogirono dove manca il lavoro. Sarà questa una priorità del governo”.

AL LAVORO IMMEDIATAMENTE CON TUTTE LE FORZE
“Il governo si metterà al lavoro immediatamente con tutte le sue forze concentrato sui problemi da risolvere nel Paese con l’ottimismo che deriva dal popolo italiano” ha quindi rilanciato il presidente Gentiloni. “Non mi nascondo le difficoltà politiche che derivano dall’esito del referendum e della successiva crisi politica. Sono difficoltà cui dobbiamo far fronte” ha detto ancora. 

GENTILONI MANTIENE DELEGA INTELLIGENCE
Con la nomina di Marco Minniti a ministro dell’Interno, resta per ora scoperta la casella di sottosegretario con delega all’Intelligence, che il senatore calabrese ricopriva. Finchè non ci sarà una nomina, il settore resterà dunque nelle mani del premier Paolo Gentiloni.

Questa la composizione del nuovo governo:
Maria Elena Boschi sottosegretario Presidenza segretario Cdm
Angelino Alfano ministro degli Affari Esteri
Marco Minniti ministro dell’Interno 
Pier Carlo Padoan ministro dell’Economia 
Luca Lotti allo Sport 
Anna Finocchiaro ministro Rapporti Parlamento
Andrea Orlando ministro Giustizia 
Roberta Pinotti ministro Difesa
Gianluca Galletti ministro dell’Ambiente
Valeria Fedeli ministro Istruzione e Ricerca
Beatrice Lorenzin ministro della Salute
Giuliano Poletti ministro Lavoro
Carlo Calenda ministro Sviluppo Economico
Maurizio Martina ministro Politiche Agricole
Dario Franceschini ministro dei Beni Culturali e Turismo
Enrico Costa ministro senza portafoglio Affari regionali
Graziano Delrio ministro Infrastrutture e Trasporti 
Marianna Madia ministro Semplificazione e P.a.
Claudio De Vincenti ministro Coesione territoriale e Sud


VERDINI-ZANETTI (ALA-SC): “GOVERNO FOTOCOPIA, NON VOTEREMO LA FIDUCIA”

“In questi giorni abbiamo rappresentato al Presidente della Repubblica e successivamente al Presidente del Consiglio incaricato la nostra disponibilità e il nostro senso di responsabilità: siamo convinti che il Paese abbia bisogno di un governo nella pienezza delle sue funzioni, sufficientemente forte per far fronte alle immediate emergenze economiche ed internazionali legate al ruolo del nostro Paese, e alla imprescindibile necessità di una legge elettorale che, a nostro avviso, non può che essere il frutto del lavoro del Parlamento della Repubblica e che doveva e deve assicurare il giusto equilibrio tra rappresentanza e governabilità, senza rinunciare, in nome di pasticciate maggioranze, a quest’ultimo principio”. Lo dicono Denis Verdini ed Enrico Zanetti (Ala-Scelta civica). “Di tutto ciò – aggiungono- non abbiamo avuto dal presidente del Consiglio incaricato alcun riscontro: al contrario apprendiamo la seria possibilità che venga varato un governo “fotocopia”, senza alcun approfondimento sulle questioni in campo. Di conseguenza, in coerenza con un’azione che in questi ultimi diciassette mesi ha assicurato al Paese la governabilità e la realizzazione di importanti provvedimenti senza alcuna contropartita, non voteremo la fiducia a un governo che ci pare al momento intenzionato a mantenere uno status quo, che più dignitosamente sarebbe stato comprensibile con un governo Renzi-bis“.

ZANETTI LASCIA IL MEF
Il vice ministro dell’Economia Enrico Zanetti, a quanto si apprende da fonti parlamentari, lascerà il Mef. La decisione, si apprende ancora, è in linea con la scelta del gruppo Ala-Scelta Civica di non accettare altri posti nel governo Gentiloni dopo che il neo presidente del Consiglio ha diramato, dal Quirinale la lista dei ministri.

ALA SENZA MINISTRI, E AL SENATO LA MAGGIORANZA E’ IN BILICO
Se la “minaccia” di Ala-Sc di non votare la fiducia al nuovo Governo senza adeguata rappresentanza nell’esecutivo, si dovesse concretizzare, sulla carta la maggioranza al Senato sarebbe appesa a un filo: Gentiloni potrebbe, infatti, contare su 161 voti dei senatori Pd (113) Ncd (29) e gruppo Autonomie (19). Ovvero esattamente la maggioranza assoluta dei 320 senatori (315 elettivi e 5 a vita) che compongono l’attuale assemblea di palazzo Madama. Se davvero i 18 senatori Ala di Denis Verdini ed Enrico Zanetti non dicessero sì alla fiducia al nuovo governo (l’astensione al Senato vale come voto contrario) la maggioranza in Senato per essere autonoma dovrebbe essere sempre presente. O contare sulla presenza e il voto a favore del presidente emerito Giorgio Napolitano e/o dei senatori a vita Elena Cattaneo, Mario Monti, Carlo Rubbia, Renzo Piano. Oppure del gruppo di Gal ricevuto oggi da Gentiloni: conta 14 senatori, non sempre votano tutti insieme. Lo stesso vale per i 28 senatori del gruppo misto.

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo