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Politica
Il premier incaricato incontra i rappresentanti dei partiti alla Camera. Fdi prima delegazione, il giro si chiude col Pd

CRISI…LAMPO. Gentiloni al lavoro per il nuovo governo: forse già stasera il giuramento al Quirinale

Una crisi lampo per un governo che nasce in tempi record. Sembra questo il timing per la nascita dell’esecutivo guidato da Paolo Gentiloni. Il premier incaricato è impegnato da ieri nelle consultazioni dei gruppi parlamentari che si concluderanno alle 14 con l’incontro con la delegazione dem. Gentiloni dovrebbe salire stasera al Quirinale per sciogliere la riserva con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Già stasera, secondo alcune fonti qualificate, il nuovo governo potrebbe giurare al Colle così da consentire domani di chiedere le fiducie sia alla Camera sia al Senato. Se invece la quadra sui ministri richiederà più tempo, il nuovo esecutivo potrebbe giurare domani e riuscire ad ottenere la fiducia in uno dei due rami del Parlamento. Mercoledì mattina ci sarebbe il voto nell’altra Camera e l’esecutivo entrerebbe in funzione. Nell’ipotesi più veloce già domani sera o mercoledì potrebbe riunirsi il consiglio dei ministri per il decreto su Mps se si decidesse che è meglio intervenire subito. Con ogni scenario Gentiloni è comunque pronto a volare a Bruxelles giovedì per il consiglio europeo.

CONTINUITA’ CON RENZI
Nessun disconoscimento dell’attività del governo Renzi
: Paolo Gentiloni parte da questo assunto nel lavoro per formare la nuova squadra. E la possibilità che vengano toccate pochissime caselle è la conferma che il premier incaricato non intende aprire fronti nel Pd e nella maggioranza che ha sostenuto l’esecutivo precedente. Il governo però dovrà avere numeri ampi per la fiducia. Ecco perchè se c’è da fare innesti si procederà, spiegano fonti parlamentari dem, a “promozioni” sul Senato e non sarà toccato chi è al governo e risiede a palazzo Madama. Il timore, spiegano le stesse fonti, è che si inneschi, perfino tra i renziani, un gioco di veti incrociati: ecco perché qualora non si trovasse la quadra sul nome del ministero degli Esteri potrebbe ritornare in gioco la “carta Belloni“, come prosecuzione di un lavoro alla Farnesina. Di sicuro ci sarà, spiegano altre fonti, qualche sottosegretario in più. E potrebbero essere accontentati i verdiniani che di fatto sono entrati in maggioranza. Anche perchè qualora Gentiloni non perorasse le richieste del leader di Ala (un posto da ministro per l’ex presidente del Senato Marcello Pera o una ‘promozione’ per Zanetti), il gruppo a palazzo Madama – riferisce un senatore – si spaccherebbe in poco tempo.

IL TOTOMINISTRI, SPUNTA IL NOME DI FASSINO
Difficile che al governo vada l’attuale capogruppo alla Camera, Saverio Romano, piu’ facile che ci sia qualche tecnico d’area. Per quanto riguarda gli altri nomi non dovrebbe essere toccata la delegazione di Ncd, anche se girano voci non confermate di un trasloco di Alfano proprio alla Farnesina dove però al momento viene dato per favorito Calenda. Data per uscente dalla squadra è Stefania Giannini (in vantaggio per l’Istruzione è la franceschiniana Puglisi mentre Cuperlo avrebbe rifiutato l’offerta), a rischio anche la Madia e Poletti mentre gli altri componenti dell’esecutivo Renzi, a partire da Orlando e Franceschini, non dovrebbero essere toccati. Un ingresso probabile nel nuovo esecutivo è quello di Fassino. Gentiloni, in mattinata, ha incontrato alla Farnesina i ministri Pier Carlo Padoan, Maurizio Martina, Carlo Calenda e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti.

 

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