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Cronaca
Il duro intervento del portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang

ESTERI. L’altolà di Trump alla politica Usa della “Unica Cina” preoccupa il governo di Pechino

Il governo cinese è “seriamente preoccupato” dalle dichiarazioni del presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, che domenica ha messo in discussione la politica adottata dagli Stati Uniti della “unica Cina” a favore di Pechino. Se questo principio “venisse compromesso od ostacolato, una crescita solida e costante delle relazioni e della cooperazione bilaterale tra Usa e Cina nei settori principali sarebbe fuori discussione”, ha avvertito il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang. Pechino, ha ricordato il portavoce, considera Taiwan come un suo “interesse cruciale” che ha riflessi sulla sovranità e sull’integrità territoriale della Cina e la politica della “Unica Cina” rappresenta “le fondamenta politiche” dei rapporti con gli Stati Uniti. “Non so perchè dovremmo essere legati alla politica della ‘unica Cina‘ a meno che non facciamo un accordo con la Cina che riguardi altre cose, tra cui il commercio”, aveva dichiarato Trump a Fox News, accusando Pechino di non collaborare con gli Stati Uniti non solo sul piano commerciale, ma anche della sicurezza regionale, a cominciare dalla minaccia nord-coreana e dalle rivendicazioni cinesi nel Mare cinese Meridionale. Il presidente eletto degli Stati Uniti ha poi parlato della telefonata del 2 dicembre scorso con la leader di Taiwan, Tsai Ing-wen. “Non voglio che la Cina mi comandi”. La telefonata, che ha rotto un protocollo diplomatico durato quasi 38 anni, “è stata una telefonata molto cordiale. Breve. E perchè qualche altra nazione avrebbe dovuto dirmi di non accettarla?”. Le parole di Trump sono anche al centro di un editoriale del Global Times, giornale pubblicato dal governativo Quotidiano del Popolo. “La politica dell’Unica Cina non è in vendita“, è l’affondo del Global Times, “Trump pensa che qualsiasi cosa abbia un valore e possa essere comprata o venduta”, ma il presidente eletto degli Stati Uniti “deve imparare a trattare gli affari esteri con umiltà, in particolare la relazione tra Cina e Stati Uniti“.

 

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