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Amore, salute e lavoro sull’albero dei desideri

LA STORIA. Lettere a Babbo Natale nell’atrio di Porta Nuova

C’è lui che spera in un nuovo amore a 50 anni, lei che a quaranta vorrebbe incontrare un uomo che la faccia sentire sicura. C’è il padre quasi cieco per una bottigliata in testa che chiede di poter veder crescere i propri figli, i genitori che il regalo, quest’anno, l’hanno già ricevuto: quel bambino che non riuscivano ad avere e ora è qui, con loro, in partenza per le vacanze da Porta Nuova. E’ un’Italia che insegue i sentimenti quella raccontata dai sogni appesi all’al bero dei desideri. Lettere a Babbo Natale o a Gesù Bambino per chiedere amore, salute per sè o per una madre malata, ma anche un bel voto all’università o il trenino dei Lego che Pietro (alla sua prima letterina scritta tutta da sè) vorrebbe “ad Alta Velocità”. Sull’abete illuminato della stazione, in quell’incro cio di vite che è l’atrio dei luoghi in cui si incontra chi arriva con chi parte, ci sono i disegni dei più piccoli, i messaggi scritti a mano su un biglietto del bus o dell’interregionale da chi si è messo in viaggio con la penna, ma senza quaderno. “Caro Babbo Natale, quest’anno ti chiedo “solo” di farmi trovare un lavoro che mi piaccia, perchè forse, ingenuamente, ci credo in quello che faccio”.

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