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«Dopo la caduta ero solo e non ricordavo nulla. Ho camminato fino a raggiungere un rifugio»

TRAGEDIA IN VAL TRONCEA. Il drammatico racconto: «Mi sono trascinato con le ossa spezzate per salvare gli amici»

«Non sono un eroe, ho fatto quello che avrebbe fatto chiunque altro nella mia situazione ». Giuseppe Xompero, 54 anni, parla dal suo letto del Cto. Un letto nel quale dovrà restare ancora per parecchio tempo: su volto, torace e braccio sono infatti ben evidenti i segni della terribile caduta di mercoledì sulle montagne di Pragelato. Un volo di decine di metri che è costato la vita alla sua amica Francesca Bono, 54 anni. L’al tro loro compagno di escursione, Pier Luigi Montironi, anche lui ricoverato al Cto, è da poco uscito dal coma. Se è salvo, lo deve proprio a Giuseppe, che nonostante le ferite è riuscito a trascinarsi fino a un rifugio e a chiedere aiuto.

«Era stata una bella giornata ricorda Xompero – eravamo in dieci, tutti esperti. Abbiamo già fatto tante escursioni simili ed eravamo tutti ben preparati». Mercoledì il gruppo aveva scelto il monte Morefreddo, in Val Troncea. Dopo aver raggiunto la vetta, a quota 2.770 metri, è iniziata la discesa in sci.

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