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LA PROCURA INDAGA Giaveno, scatta l’inchiesta sulle elezioni comunali: «Le firme del Pd sono irregolari»

Giaveno. Vi sarebbero state «irregolarità nella raccolta delle firme a sostegno del candidato sindaco del Partito democratico, Vilma Beccaria, in occasione delle elezioni comunali del 2014». È quanto si legge in uno degli esposti che alcuni cittadini ed elettori del Pd avrebbero presentato qualche tempo fa ai carabinieri di Giaveno, chiedendo di fare luce sulle modalità di raccolta di quelle sottoscrizioni. Sulla base di quelle denunce, la procura di Torino ha nel frattempo aperto un fascicolo di indagine e nei giorni scorsi avrebbe ascoltato alcuni politici ed ex politici comunali, mentre nei prossimi giorni verranno convocati in procura anche i firmatari degli esposti.

Durante l’ultima tornata elettorale, l’allora candidato sindaco del Pd Beccaria era stato estromesso dal ballottaggio. Ballottaggio nel quale si erano invece dati battaglia Carlo Giacone e Stefano Tizzani, entrambi sostenuti da liste civiche. Con Giacone, in realtà, si erano schierati anche la Beccaria e il Partito democratico, che avevano pubblicamente sostenuto la sua candidatura a primo cittadino. E dopo che Giacone era stato eletto, Vilma Beccaria – divenuta a sua volta consigliere – aveva assunto il ruolo di presidente del consiglio comunale.

Tutto finito? Neanche per scherzo. Alcuni cittadini ed elettori del Partito democratico avrebbero preso a quel punto carta e penna e si sarebbero rivolti ai carabinieri della locale stazione di Giaveno, spiegando di aver ravvisato una serie di irregolarità sia nel modo in cui erano state raccolte le firme a sostegno del Pd sia nella maniera in cui quelle sottoscrizioni erano state autenticate. In particolare, uno dei firmatari degli esposti aveva spiegato che a raccogliere le sottoscrizioni sarebbe stata direttamente la Beccaria, nonostante non potesse farlo perché ricopriva il ruolo di candidato sindaco. Mentre in un’altra denuncia, marito e moglie avevano riferito di aver dovuto firmare «su alcuni fogli volanti» indicati da una persona che aveva suonato alla porta della loro abitazione e di avere successivamente scoperto che quelle firme erano state poi autenticate senza che loro fossero presenti. Poi, oltre a queste, ai carabinieri di Giaveno erano arrivate altre denunce.

Adesso degli esposti si occupano i pm dei “Reati contro la pubblica amministrazione”, coordinati dal procuratore aggiunto Andrea Beconi. Ad ascoltare i testimoni sono stati e saranno i carabinieri della polizia giudiziaria. Il rischio, se dovessero essere confermate le presunte irregolarità, è che l’intera giunta comunale possa cadere. E che si debba tornare al voto.

 

 

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