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Politica
Il risultato del voto rende ancora più urgente garantire l’approvazione rapida della legge di Bilancio

REFERENDUM. Rebus governo dopo la vittoria del No: Renzi conferma l’addio, ma dimissioni dopo manovra

La vittoria del No al referendum costituzionale, oltre ad aprire il rebus sul nuovo esecutivo, rende ancora più urgente garantire l’approvazione rapida della legge di Bilancio. Manovra sulla quale peraltro pende il giudizio sospeso da parte della commissione Ue che ha individuato il rischio di sforamento dei requisiti fissati dal patto di Stabilità. Dopo il via libera della Camera, ora tocca al Senato varare la manovra e a questo punto sembra scontato un sì senza modifiche rispetto al testo licenziato in prima lettura, considerando i tempi stretti e la necessità di rassicurare i mercati. Il rischio dell’esercizio provvisorio è stato già escluso da Matteo Renzi la scorsa settimana e il premier ieri sera ha di nuovo assicurato che il completamento dell’iter della legge di bilancio sarà garantito. Il punto è capire in che modo e, soprattutto, se Renzi accetterà di rimanere in carica per portare al varo la manovra o se lascerà il testimone a un eventuale successore, tecnico o istituzionale che sia.

MATTARELLA POTREBBE CHIEDERE A RENZI DI CONGELARE LE DIMISSIONI
Secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, il Capo dello Stato potrebbe chiedere a Renzi di “congelare” temporaneamente le dimissioni restando in carica il tempo necessario per l’approvazione della legge di bilancio e posticipando, quindi, l’atto formale della sua uscita dal governo. In proposito, c’è già un precedente: nel 2012 Mario Monti annunciò le sue dimissioni irrevocabili l’8 dicembre, ma le formalizzò solo il 21 dello stesso mese per portare a termine la legge finanziaria. Se Renzi percorresse questa strada – accogliendo un richiamo alla stabilità da parte del Presidente della Repubblica, come ha fatto intendere il ministro Maria Elena Boschi stamane – i tempi per la manovra sarebbero assai rapidi e Mattarella potrebbe svolgere le consultazioni per la formazione del nuovo governo ben prima di Natale.

NUOVO GOVERNO GIA’ PRIMA DI NATALE? SPUNTA L’IPOTESI PADOAN
Questa ipotesi, al momento, raccoglie anche il sostegno di gran parte del Pd. Se invece Renzi non intendesse restare un minuto di più a Palazzo Chigi, le consultazioni potrebbero cominciare già nelle ore successive alle dimissioni, anche domani mattina. E si potrebbe così avere un nuovo governo in pochi giorni, con al primo punto del programma il completamento dell’iter della legge di bilancio. In queste ore la rinuncia del ministro Pier Carlo Padoan a partecipare all’Eurogruppo a Bruxelles ha fatto ipotizzare gli scenari più disparati, dato che il ministro è considerato dagli osservatori come uno dei principali papabili successori di Renzi a palazzo Chigi. Al momento però nulla è deciso, tutto è sospeso e si chiarirà solo dopo il colloquio tra Renzi e Mattarella al Quirinale nel pomeriggio, dopo che nel faccia a faccia informale di stamane si è solo cominciato a fare una prima valutazione dei diversi scenari, con le diverse ricadute possibili, ma non è stata assunta nessuna decisione. Molto probabilmente, tra l’altro, per chiarire definitivamente il percorso da seguire nei prossimi giorni, non è escluso che si debba attendere anche l’esito della riunione della direzione del Pd.

ORE 19, RENZI CONFERMA ADDIO, MA DIMISSIONI DOPO MANOVRA

Matteo Renzi avrebbe confermato in consiglio dei ministri, secondo quanto riferiscono più fonti, l’intenzione politica di dimettersi. Ma la formalizzazione delle dimissioni avverrà, spiegano le stesse fonti, solo dopo l’approvazione della manovra che nelle intenzioni del governo dovrebbe avvenire nei tempi più brevi possibili, forse già in settimana.

 

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