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Economia
Nel capoluogo piemontese gli anziani rappresentano oltre il 24% della popolazione e i bambini tra 0 e 15 anni appena il 13%

DATI CENSIS. Roma e Milano “povere”, valgono meno di Praga e Lisbona. Torino, la città più “vecchia”

Le “capitali italiane – quella politica, Roma e quella finanziaria, Milano – pesano di meno per Pil delle omologhe aree urbane delle altre nazioni del Vecchio Continente. E’ quanto emerge dal 50esimo Rapporto del Censis. “Sono molti i Paesi europei in cui la capitale – spiega il Censis – condensa in misura straordinaria popolazione e soprattutto ricchezza. Stoccolma, Bruxelles, Vienna, Lisbona, Praga pesano per oltre il 30% della rispettiva ricchezza nazionale. Milano e Roma, pur con il loro primato nazionale, pesano ciascuna per poco meno del 10% del Pil italiano“. Il tasso di natalità delle nostre aree metropolitane è molto basso, pari a circa 8-9 nati ogni 1.000 abitanti, valori ben lontani da quelli dell’area parigina (15,2 nati ogni 1.000 abitanti) o londinese (13,9). Ma tassi di natalità elevati connotano anche molte altre aree urbane del Centro-Nord Europa come Stoccolma (13,5), Bruxelles e Manchester (12,8), Marsiglia (12,3).

A TORINO L’INDICE DI VECCHIAIA PIU’ ALTO

Tra le aree metropolitane con più di 2 milioni di abitanti, il più alto indice di vecchiaia (183,9) si registra in quella di Torino, dove gli anziani rappresentano oltre il 24% della popolazione e i bambini tra 0 e 15 anni appena il 13%. Quello più basso si registra nell’Ile de France (70,7), dove gli anziani sono appena il 14% e i bambini di 0-15 anni il 20%. Il tasso di occupazione vede in alto (con valori superiori al 70%) non solo le ricche città del Centro-Nord Europa, ma anche alcune capitali dell’Est (Praga e Varsavia), mentre restano in grande difficoltà le città del Mediterraneo: Marsiglia, Atene e soprattutto Napoli. All’interno di questa “fotografia” rientra la difficile strada dell’autonomia abitativa dei giovani italiani.

LE DIFFICOLTA’ DEI “MILLENNIALS”

In Italia la generazione dei “millennials” ha un peso demografico scarso: i giovani di 20-34 anni rappresentano appena il 16,4% della popolazione totale, la percentuale più bassa tra i Paesi dell’Unione europea. E sono in diminuzione: oggi non arrivano a 11 milioni (erano quasi 15 milioni nel 1991), mentre la popolazione anziana (13,4 milioni) è in costante crescita. Anche le nostre grandi aree urbane, se paragonate a quelle del resto del continente, risultano le meno giovani: la quota di popolazione tra 20 e 34 anni si attesta al 15-16% a Roma, Milano e Torino. I giovani di 18-24 anni ancora in famiglia in Italia sono il 92,6%, nella fascia di eta’ 25-34 anni la quota scende al 48,4%: dati molto elevati rispetto alla media dell’Ue (rispettivamente, 78,9% e 28,9%). 

IMPENNATA DELLE STARTUP: BENE TORINO

In meno di tre anni le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese hanno fatto registrare un aumento significativo: dalle 1.486 del 2013 alle 6.323 della fine di settembre 2016. Lo segnala il 50esimo Rapporto del Censis. “Nel primo semestre del 2015 – si legge nel dossier – le imprese cessate sono state meno dell’1% del totale”. Le grandi città catalizzano il 37% delle startup innovative, quasi il 50% degli incubatori e oltre il 20% dei fablab nazionali. Milano e Roma sono in testa, seguono Torino, Napoli, Bologna e Firenze. Il settore produttivo che caratterizza la maggior parte di queste imprese è la creazione di software, quasi il 20% opera nel manifatturiero. Nei 115 fablab censiti in Italia nel 2016 da Censis e Make in Italy, i makers creano i prototipi funzionali necessari per poi giungere a una produzione industriale su grandi numeri. L’attrezzatura imprescindibile e presente nella quasi totalità (il 98,9%) dei fablab è la stampante 3d.  

 

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