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Il Borghese

Le bugie elettorali

Com’era il ritornello in campagna elettorale? «Noi siamo diversi». E poi il tour nei mercati o addirittura quasi porta a porta per garantire che «a differenza degli altri» loro avrebbero tutelato le piccole attività, il cosiddetto «commercio di prossimità », senza dare il via libera ad altri megacentri commerciali, o ipermercati con annessa galleria di negozi, se preferite. Ed ecco che, nel giro di un mese, dalla giunta pentastellata arriva il beneplacito a ben tre ipermercati: il raddoppio dell’Auchan con la variante di corso Romania, un Lidl in corso Traiano dove c’era una tipografia e infine il progetto Westinghouse che dovrebbe affiancare centro congressi e supermercato ( un po’ com’era nel progetto della giunta precedente). Quest’ultimo, peraltro, duramente osteggiato dal vicesindaco Montanari ( quindi non proprio una figura di passaggio, parliamo del numero 2 della giunta) anche in epoca più recente, parlando con i giornalisti. Ma gli oneri di urbanizzazione che derivano da queste opere sono importanti, fanno comodo. E si sa che c’è differenza tra l’essere di lotta o di governo, quindi non mi si venga a dire che non lo sa chi si candida ad amministrare una grande città o anche un piccolo centro. In politica capita spesso di notare come la supposta diversità di chi arriva dal nulla, o da una opposizione perenne, finisca per scontrarsi con la necessità di far quadrare i conti ( oppure, negli scenari peggiori, come abbiamo visto in passato anche a livelli più alti, con il piacere di godere della stessa situazione di privilegio tanto criticata in precedenza). Dunque, che differenza c’è tra una formazione di governo o un’altra? Per il cittadino comune nessuna, alla fin fine. Il ritornello non cambia mai: multe a raffica per sanare i conti e via libera a ciò che può portare denaro fresco in cassa. E « razionalizzazione » dei servizi, che per i comuni mortali di solito evoca i tagli, ossia proprio quelli che vanno evitati a costo di buttare giù immancabili « amari calici » . E colui che, a suo tempo, era stato tanto incauto da lasciarsi andare a certi proclami ( appellandosi fino al Tar) ha la fortuna di una missione diplomatica all’estero, il che toglie tutti dall’i m b arazzo e lascia che sia il malcapitato assessore al Commercio a spiegare con onestà che « sì, lo facciamo, ma non è proprio così… ». Tranquilli, non siete i primi e non sarete gli ultimi a pagare questo scotto.

Twitter@AMonticone

 

 

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