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Spettacolo Tempo Libero

DA COLLEZIONE. C’è il calendario Pirelli 2017 Attrici a nudo senza trucchi

Ha voluto rappresentare la bellezza naturale il Calendario Pirelli 2017 che ha scelto 14 attrici immortalate da Peter Lindbergh (che firma per la terza volta il calendario) per i 12 mesi dell’anno. Si tratta di Jessica Chastain, Penelope Cruz, Nicole Kidman, Rooney Mara, Helen Mirren, Julianne Moore, Lupita Nyong’o, Charlotte Rampling, Lea Seydoux, Uma Thurman, Alicia Vikander, Kate Winslet, Robin Wright, Zhang Ziyi. Tutte ritratte in scenari da favola come Paradise Island alle Bahamas o alle Seychelles. Questo il tema del calendario Pirelli, icona fashion dal 1963, oggetto dei desideri (non è in vendita ma solo a tiratura limitata), da sempre specchio di una bellezza patinata. «Il talento è sexy più di tacchi a spillo e bikini, almeno per me» dice Peter Lindbergh, fotografo tra i più influenti, paladino della fotografia neorealistica anche nella moda. «Questo calendario è un urlo contro il terrore della perfezione della bellezza e della giovinezza », aggiunge durante la presentazione a Parigi.

N el l ‘ era del photoshop, del dilagare di app per ritoccare pure i selfie casalinghi, della moda iperglam che rimanda a immagini perfette che la “rivoluzione” arrivi da un calendario, per giunta il Pirelli, sembra persino un paradosso. «La responsabilità dei fotografi di oggi dovrebbe essere liberare le donne e non solo loro dalla mania e dalla dittatura della giovinezza – spiega -. C’è tutto un business intorno alla perfezione delle donne, dal beauty alla moda, la bellezza per me è altro, sta nella verità».

Se un calendario come The Cal sposa, attraverso la visione del suo fotografo, un messaggio del genere c’è da riflettere perlomeno sui segnali in giro. Una delle attrici scelte da Lindbergh per The Cal 2017 è ad esempio il premio Oscar Kate Winslet, che nel 2011 ha fondato la British Anti-Cosmetic Surgery League, ribattezzata lega anti botox. Helen Mirren, 71 anni, dice che “Lindbergh raccoglie un cambiamento culturale in atto e io che sono al mondo da qualche tempo posso testimoniarlo. Non è la fine di un viaggio ma certo è un ‘ apertura definitiva e importante. Già lo scorso anno con le immagini di Annie Leibovitz aveva cominciato. C’è bisogno di rieducare i nostri occhi: siamo così abituati ad immagini perfezionate».

 

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