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I pensionati sono scesi in strada con scope, palette e carriole

SOLO PER AMORE. I nonni adottano i giardini e cancellano l’abbandono

Quando il tempo lo permette giocano a carte nel giardinetto. Ma quando maltempo, incuria e freddo sono alle porte, l’area diventa terra di nessuno. Invasa dal fango e dalle foglie. Motivo che ha convinto alcuni residenti di via Ghedini e via Maddalene a tirarsi su le maniche, per pulire quell’area giochi diventata il simbolo del degrado del quartiere.

All’iniziativa hanno partecipato molti residenti che per l’occasione si sono dotati di scoponi, palette, carriole e tanta buona pazienza per riqualificare il piccolo polmone verde dedicato ai bambini. «L’intento dell’iniziativa spiega Luigi Spatere, il promotore -, è stato quello di dare il buon esempio e mostrare che un giardino pulito e ordinato è migliore per tutti. A cominciare da coloro che lo utilizzano».

Una protesta inscenata per amore del quartiere e di quelle zone difficili, dove il bidone pieno è all’ordine del giorno così come le vie invase dai rifiuti o dalle foglie cadute dagli alberi in questi giorni d’autunno. I protagonisti a sorpresa dell’operazione pulizia sono tutti pensionati, che pur di non vedere mamme, disabili e bambini arrancare tra la immondizia e cocci di vetro hanno deciso di tirarsi su le maniche e scendere per strada improvvisandosi operatori ecologici. Per farlo hanno preso da casa anche i guanti per non sporcarsi e una valanga di sacchi neri. Chiaramente indispensabili per la buona riuscita dell’operazione. «Basta una mezza mattinata di lavoro» spiegano Antonio e Rosolino. Una scelta che è figlia di un disagio maturato giorno dopo giorno. I residenti della periferia, infatti, si lamentano da tempo per le condizioni di degrado delle aree verdi. «Come Circoscrizione li ringraziamo per il lavoro svolto – spiega la coordinatrice della Sei, Valentina Ciappina -. In tempi di crisi è importante avere persone che lottano per il loro territorio».

 

 

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