img_big
Il Borghese

I guai dell’eterno rampollo

Abbiamo scoperto che persino i ricchi possono rimanere senza soldi in un momento delicato. Oppure anche Lapo ha il problema della quarta settimana, con il portafoglio vuoto e il plafond della carta di credito esaurito. O chissà, magari l’escort non accettava bancomat. Chi può dirlo? Quello che non immaginavamo è che un imprenditore del suo pari (al di là del suo status di erede dell’Avvocato) dovesse inventarsi la storia di un ricatto per avere denaro dalla famiglia, quasi come un ragazzino che butta lì la storia di un bullo o di un rapinatore per giustificarsi di aver sperperato l’intera paghetta (e magari è davvero così, come si usa in talune dinastie). I soliti bene informati dicono che il nipote di Gianni Agnelli, semplicemente, partendo per gli Stati Uniti ha lasciato a casa la sua “scorta”, che incidentalmente è quella che gli tiene le carte di credito. Perché come quasi tutti i veri ricchi non maneggia denaro, non ritiene di averne bisogno. Ma al di là di questo, l’ennesima follia di una vita di esagerazioni del rampollo degli Agnelli tiene banco sul Web, dove parodie, illazioni, battute e doppi sensi si sprecano. Ormai è chiaro che il personaggio è vittima dei suoi vizi e di una fragilità di fondo che va al di là dell’estro, della follia di una sera come poteva essere (e non era) quella della drammatica overdose del 2005, che svelò il rapporto con il trans Patrizia e via discorrendo. Dopo sono venuti altri episodi spiacevoli, un tentativo di ricatto (questo autentico) culminato con l’arresto e le condanne degli estorsori (lo avevano aiutato e lui per sdebitarsi aveva inviato loro un pallone con le firme dei giocatori della Juve: lecito che si aspettassero di più, no?), qualche gaffe più o meno spontanea. E adesso questo guaio con la giustizia americana che potrebbe costargli anche dieci anni di carcere, perché da quelle parti non si fanno troppo problemi ad arrestare e processare anche i Vip. Una storia ghiotta per il gossip sospeso tra finanza, moda e design, che rilancia il mito dei rampolli dannati delle grandi dinastie. E che scatena su Internet anche i soliti “leoni da tastiera”, quelli che dietro l’anonimato di un nickname sono pronti a vomitare di tutto addosso a una persona, soprattutto se fragile (o se donna), oppure a rispolverare una morale d’accatto che suona falsa come una moneta da tre euro.

Twitter@Monticone
 

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo