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Pene più lievi per i genitori che risarciscono. I due “infermieri” restano in galera

LA SENTENZA. Neonato morto per la circoncisione: lo “stregone” patteggia cinque anni

Si è chiusa con cinque patteggiamenti l’inchiesta sulla tragedia del piccolo Henry, il neonato ghanese morto quando non aveva ancora due mesi dopo una circoncisione fatta in una casa occupata. Per tutti, l’accusa era di omicidio preterintenzionale. E ieri mattina il gup Luisa Ferracane ha accettato le proposte avanzate dai legali del “dottore” che la praticò, assistito dall’avvocato Alberto Bosio, dai due suoi aiutanti, difesi da Bosio e Manuel Perga e dai due genitori del piccolo, assistiti da Gianluca Vitale ed Emanuela Cischino.

Il “medico” dovrà scontare cinque anni, i due “infermieri” quattro anni, cinque mesi e dieci giorni mentre madre e padre che affidarono il piccolo ai tre, due anni. La coppia, che beneficerà della condizionale, ha deciso di devolvere una somma a Medici senza frontiere come risarcimento. Il bimbo era morto il 30 maggio in corso Ciriè, nella casa occupata in cui viveva con i genitori, entrambi in precarie condizioni economiche. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, che ha svolto l’inchiesta coordinata dai pm Dionigi Tibone e Fabiola D’Errico, He- nry era stato circonciso il giorno prima della morte.

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