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Il fatto risale al 15 dicembre del 2012. Il pm: “Condannare anche l’agente per lesioni colpose”

IL PROCESSO. Torino, sparò al rom in fuga sull’auto rubata: chiesto un anno di carcere per l’agente e un anno e 4 mesi per il nomade

Un anno di carcere è la condanna chiesta dalla pubblica accusa in tribunale, a Torino, per un poliziotto finito sotto processo per avere ferito un nomade in fuga a bordo di un’auto rubata, rendendolo tetraplegico, con un colpo di pistola. Per la parte lesa, M.S., bosniaco, la richiesta di pena è più alta: un anno e quattro mesi per furto e resistenza. Il pm ha proposto che l’assistente capo di polizia A.C. venga giudicato colpevole di lesioni colpose contro il parere dell’avvocato di parte civile, Domenico Peila, secondo cui “questo è un caso di dolo eventuale”. Il 15 dicembre 2013 due volanti raggiunsero un gruppo di nomadi che stavano rifornendo di benzina due vetture, almeno una delle quali rubata pochi giorni prima, nel piazzale di un distributore di corso Unione Sovietica a Torino. Alla vista delle pattuglie, i nomadi si lanciarono in fuga. L’agente, secondo una prima ricostruzione delle indagini, sparò diverse volte: tre colpi centrarono la Uno Turbo su cui viaggiava S., che venne ferito alla schiena da un proiettile. “Il mio assistito – ha spiegato Peila – è rimasto a lungo immobilizzato su una sedia a rotelle. Ora ha recuperato in parte l’uso delle gambe ma usa delle stampelle“. Il legale ha chiesto un milione di risarcimento. Il Ministero dell’Interno è chiamato in causa come responsabile civile. 

 

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