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Economia
Il presidente Chiamparino annuncia l’intesa con “un importante gruppo nato in città”

ACCORDO NELL’AUTOMOTIVE. Così Torino si tiene “stretta” l’auto

Torino continuerà ad essere sinonimo di auto. Anche nel futuro. E’ quanto si intuisce dalle parole del presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, dal palco della Sala Gialla del Lingotto. “Penso di poter annunciare fra poco un accordo nel campo dell’automotive con un gruppo importante, nato a Torino“, ha detto alla platea in attesa del premier Renzi per una iniziativa a sostegno delle ragioni del Sì al referendum costituzionale. “Cifre non ne faccio“, si è limitato ad aggiungere il governatore. Inevitabile pensare a Fca, che pure Chiamparino non cita mai, quando si è al Lingotto, uno dei principali stabilimenti Fiat prima di diventare l’attuale centro polifunzionale. “In questi due anni e mezzo abbiamo raggiunto obiettivi importanti per i piemontesi. Siamo usciti dal piano di rientro della sanità e abbiamo avviato alcuni provvedimenti per la crescita economica della Regione“, aggiunge Chiamparino che cita in particolari due casi. “I 40 milioni sulla Avio“, per gli stabilimenti torinesi di Rivalta, Borgaretto e Sangone, e “i 10 milioni per la Denso“, colosso giapponese che ha uno stabilimento a Poirino, dove intende investire a sua volta altri 70 milioni di euro per la realizzazione di nuovi prodotti. Top secret i contenuti di questo nuovo accordo nell’automotive, che potrebbe affondare le sue radici nella lettera inviata lo scorso febbraio da Chiamparino a Sergio Marchionne sugli investimenti Fca in Piemonte. “A Marchionne dico che noi ci siamo, ma dobbiamo andare avanti insieme”, ha del resto ribadito più volte Chiamparino, che con il numero uno della casa automobilistica ha un feeling di vecchia data. I più ottimisti sperano che l’intesa riguardi la realizzazione a Torino di un nuovo polo di ricerca, nel quale progettare l’auto del domani, ma dalla Regione Piemonte si limitano a dire che si tratta di un “work in progress”. Quanto basta, comunque, per far pensare ad un futuro dell’auto sotto la Mole, a cui lo stesso Renzi fa un accenno, tra un appello per il Sì e una stoccata agli avversari politici, ricordando la sua recente visita allo stabilimento di Cassino e il lavoro sulla Fiat avviato proprio da Chiamparino.

 

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