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Rimpatriata per i residenti del dopoguerra: oggi tutti abitano altrove

LA STORIA. Gli amici di piazza Vittorio si riuniscono dopo 60 anni

«In piazza ci si conosceva tutti, non c’erano macchine e noi giocavamo a calcio tracciando le linee per terra col gessetto ». Racconta Michele Novello, albergatore, cresciuto in una pensioncina famigliare sotto i portici di piazza Vittorio, che non può fare a meno di tradire un po’ di nostalgia per quegli anni, a cavallo tra i ’50 e i ‘60, che ora sembrano lontanissimi, ma che sabato scorso ha potuto rivivere, insieme a un nutrito gruppo di amici d’infanzia ed ex residenti in piazza. Tra un fritto misto e un bicchiere di Barbera, al ristorante Esterina di Baldissero, si è ricordato di quando il dottor Ivo Pavan, ex direttore del laboratorio analisi del Cto e figlio del verduriere di piazza Vittorio, veniva chiamato scherzosamente “Banana“; oppure, quando l’odontoiatra Guido Gengaroli, era soprannominato “Cicca” perché da bambino masticava sempre. E ancora il “Conte” Gherardo Gandini detto “Bambi”, l’attuale sindaco di Baldissero, Bruno Tedesco, figlio della panettiera di piazza Vittorio, lo scrittore Giulio Basilio, cresciuto nel negozio di pollame dei genitori in via Bava, non lontano dalla macelleria del padre di Beppe Travaglini, che nella vita invece ha fatto il tassista.

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