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Sotto la tettoia, auto e furgoni hanno sostituito i banchi degli ambulanti

LUOGHI ABBANDONATI. La crisi senza fine di piazza Crispi. Dopo i negozi chiude anche il bar

Prima toccò al mercato, ora ai piccoli negozi. In piazza Crispi la crisi ha finito per mettere in ginocchio le attività commerciali della zona. A denunciarlo sono proprio i negozianti sopravvissuti, oltre ai residenti che di recente si sono dovuti anche arrendere anche alla cessata attività del bar. Allo stato attuale ci sono solo negozi con la serranda rigorosamente abbassata e il cartello con la scritta “vendesi”. Eccezion fatta per poche attività. A causa della mancanza di passaggi e della riduzione della clientela una decina di attività sono state costrette a chiudere bottega per sempre o a trasferirsi altrove. «Siamo rimasti in pochi a lavorare – racconta un commerciante -. Molti negozianti tengono ancora aperto perché non hanno un affitto da pagare. Altri, invece, sono stati costretti a chiudere per le troppe spese».

Piazza Crispi, da tempo, è solo più un comodo parcheggio per le auto e i camion. Parcheggio abusivo però, perché le auto (dove una volta c’era il mercato coperto) non potrebbero sostare. «Oggi come oggi nei negozi della piazza entrano poche persone – racconta un residente -. In zona non c’è un parcheggio e se lasci l’auto dove è vietato rischi facilmente di prenderti una multa». I tentativi di riqualificazione si sono rivelati inefficaci. Comprese le due aperture pomeridiane del mercoledì e del venerdì. «Conosciamo bene le problematiche attorno a piazza Crispi – dichiara il coordinatore al Commercio della circoscrizione Sei, Tony Ledda -. Da tempo stiamo lavorando con i commercianti e trattando con il Comune di Torino per trovare una via di uscita. Siamo anche convinti che con il tempo si troveranno le soluzioni per far rifiorire un commercio sempre più in crisi».

 

 

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