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Inghiottito dal torrente in piena per mettere in salvo i suoi cavalli

DISASTRO ALLUVIONE. Piove in tutto il Piemonte. Ansia per un disperso a Perosa Argentina. Torino va sott’acqua: sul Po due battelli si schiantano sotto il ponte della Gran Madre, uno affonda. FOTO E VIDEO

C’è purtroppo un disperso in provincia di Torino, a causa del maltempo. Secondo quanto reso noto dalla centrale operativa dei vigili del fuoco si tratterebbe di un uomo di 70 anni, Giuseppe Sergio Biamino, di Perosa Argentina (Torino), in Val Chisone, caduto nelle acque del Pellice in seguito al cedimento di una strada. Sono così iniziate le ricerche per capire se lo sfortunato abitante di questa cittadina di poco più di tremila abitanti in Val Chisone sia ancora vivo oppure se per lui non ci sia più niente da fare.

STAVA CERCANDO DI METTERE IN SALVO I CAVALLI

A quanto pare, il malcapitato che a Perosa tutti chiamano “Biamin“, stava cercando di mettere in salvo i suoi cavalli assieme al figlio nei pressi del Rio Albona, quando l’argine ha ceduto e la furia delle acque lo ha trascinato via. L’uomo, di professione materassaio, è stato inghiottito dalle acque del rio Albona, sotto gli occhi del figlio che è invece riuscito a mettersi in salvo. Le ricerche del 70enne, scattate subito dopo la sua scomparsa, sono state sospese dai vigili del fuoco e dalla protezione civile, poco dopo le 13, per l’impossibilità di avvicinarsi alle acque impetuose del torrente Albona e del Chisone, di cui il rio è un affluente. Biamino,a causa della scarsa visibilità, non si è accorto del terreno franato lungo l’argine del torrente ed è caduto in acqua.  


SPERANZE AL LUMICINO

Era davanti a me, non si è accorto che la strada era franata – è il racconto drammatico del figlio – e l’ho visto scomparire. E’ stato orribile…”. L’allarme è stato immediato. Sul posto i vigili del fuoco, con quattro squadre di sommozzatori, e i carabinieri, ma dell’uomo, che era uscito di casa col figlio per accudire i cavalli, la sua grande passione, non è stata trovata traccia. Le ricerche sono proseguite solo con l’elicottero e domani mattina riprenderanno con squadre a terra. Il timore è che l’uomo possa essere rimasto incastrato da qualche parte lungo il rio Albona, che ad un certo punto si interra, per poi tornare in superficie e buttarsi nel Chisone. Beniamino ha un negozio di tendaggi nel centro del paese. 


PREOCCUPA IL PO

Nel frattempo continua a preoccupare il fiume Po. Secondo i dati dell’Arpa a Torino è un metro oltre il livello di pericolo. Inoltre la piena del Tanaro ha superato il livello di pericolo ad Asti ed il torrente Bormida è oltre il livello di guardia ad Alessandria. Superato il livello di pericolo anche in molti altri torrenti nel Torinese (Chisola, Stura di Lanzo e Chisola) e nell’Astigiano. Ad Alba nella notte il Tanaro ha raggiunto quota 6 metri. Nelle prossime ore è prevista una diminuzione di intensità delle piogge, a partire dal basso Cuneese, con precipitazioni che dovrebbero esaurirsi nel primo pomeriggio. La quota neve è scesa a 1.600-1.800 metri. Restano problemi di viabilità in tutta la regione, con numerose strade chiuse a causa di frane.

DUE BATTELLI SI SCHIANTANO SOTTO IL PONTE A TORINO

A Torino, Valentino e Valentina, i due battelli fluviali del Gtt “simbolo” della città della Mole (sono utilizzati per la navigazione turistica del Po), trascinati dalla forte corrente, hanno rotto gli ormeggi ai Murazzi e sono andati a schiantarsi contro la prima arcata del ponte Vittorio Emanuele I (lato meridionale), verso piazza Vittorio. proprio di fronte alla Gran Madre. E’ accaduto questa mattina, poco prima delle 8,30. A provocare il cedimento degli ormeggi, la piena e l’azione di spinta di numerosi e grossi tronchi mossi dalle acque. Sul posto sono giunti gli agenti del locale comando di polizia municipale i quali hanno immediatamente chiuso il ponte al passaggio dei veicoli, salvo poi riaprirlo, dopo circa un’ora, una volta appurata l’agibilità del “cavalcavia” che nell’impatto non ha riportato alcun danno strutturale.

 

IL GTT APRE UN’INCHIESTA SULLE CAUSE DELL’INCIDENTE

Sulla cause dell’incidente, il Gruppo torinese trasporti, l’azienda proprietaria dei due battelli, ha aperto un’inchiesta interna. I due battelli, ha spiegato l’azienda, erano ancorati sia all’imbarco, tramite cavi e barre metalliche, sia al fondo con un cavo legato a un’ancora di grandi dimensioni proveniente da una nave da crociera. Lavori di rafforzamento degli ormeggi, con potenziamento degli anelli di tenuta erano stati effettuati da Gtt nel 2014. Si cerca dunque di capire come abbiamo fatto le due imbarcazioni a rompere gli ormeggi andandosene alla deriva. I lavori di recupero dei due scafi, con l’impiego di cavi d’acciaio e ponti gru, sono iniziati quasi subito, ma nel caso del battello “Valentina” qualcosa è andato storto.

 

FALLITO TENTATIVO RECUPERO DI “VALENTINA”
Il tentativo di recuperare lo scafo che si era adagiato parallelamente all’arcata della Gran Madre, è naufragato prima ancora di iniziare. Il battello Valentina”, infatti, prima che i tecnici riuscissero ad “imbragarlo”, si è adagiato su un lato per poi capovolgersi sotto la furia delle acque. L’imbarcazione ha iniziato ad imbarcare acqua ed è quasi affondata, sfilando sotto l’arcata e da qui, oltrepassando il cavalcavia, è stata trascinata via dalla corrente proseguendo la propria corsa in direzione San Mauro. Il battello del Gtt si è infine arenato alla diga del Pascolo sul lungo Stura Lazio. L’altro scafo è stato invece recuperato e messo in sicurezza.


CHIUSI DUE PONTI SULLA DORA

Ancora a Torino, ieri sera, i “caschi bianchi” hanno chiuso due ponti sulla Dora, nei pressi di Porta Palazzo. In via precauzionale, è stata chiusa anche la Ciclopista Po. Anche il Ponte Carpanini è stato dichiarato inagibile in quanto sollevato, così come previsto per l’emergenza piena. Chiuso infine, al transito, il ponte di via Bologna (nel tratto compreso tra lungo Dora Firenze e lungo Dora Savona). 

 

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