img_big
Cronaca

EMERGENZA PROFUGHI Moncalieri li impiega per pulire i giardinetti, Nichelino li sistemerà in appartamenti sfitti

MONCALIERI. La città non ospiterà altri profughi oltre a quelli che ha già. È uno dei significati del protocollo d’intesa tra Prefettura e Comune, sottoscritto ieri mattina e che prevede azioni di monitoraggio e coordinamento delle attività di accoglienza e assistenza ai richiedenti asilo. Insieme al protocollo, è stato firmato anche il “Patto di volontariato”, per lo svolgimento di attività socialmente utili da parte dei cittadini stranieririchiedenti asilo. Con questo documento la prefettura fissa a 180 unità, il tetto massimo di presenze sul territorio di Moncalieri, ossia quanti ce ne sono oggi nelle varie strutture, e si impegna a fornire al Comune tutte le informazioni sui migranti presenti: numeri, sedi di accoglienza temporanea, nominativi dei referenti per ogni struttura e i dettagli delle attività svolte dai soggetti affidatari dei servizi di accoglienza. Il gruppo di profughi più numeroso resta quello all’hotel Meditur (circa un centinaio) e lì rimarranno ancora per diversi mesi. La prefettura si è impegnata inoltre a mettere a disposizione del Comune un proprio funzionario, per confrontare e scambiare informazioni e per la gestione di eventuali criticità.

Insieme al protocollo, il Comune aderisce anche al Patto di volontariato, predisposto dalla prefettura, per lo svolgimento di attività di volontariato gratuito di pubblica utilità a favore della comunità da parte dei richiedenti protezione internazionale. Come la piccola manutenzione, pulizia di giardini, supporto alle associazioni di volontariato del territorio. Tutte le attività saranno senza oneri per palazzo civico, compresi i profili assicurativi.

«Tutte le istituzioni devono impegnarsi con responsabilità ad affrontare la situazione con spirito di leale e solidale collaborazione – ha spiegato il sindaco, Paolo Montagna Moncalieri si conferma una città solidale che ha fatto la sua parte. Con questo protocollo ci mettiamo nelle condizioni di poter controllare e monitorare le strutture presenti sul territorio, con un impegno da parte della prefettura». Il prefetto, Renato Saccone, sottolinea: «I Comuni, le Prefetture e lo Stato devono agire con responsabilità e collaborazione. Ringrazio l’amministrazione di Moncalieri con la quale oggi firmiamo il primo protocollo d’intesa di questo genere. Si tratta di un modello che parte da Moncalieri e che intendiamo diffondere in altri comuni».

NICHELINO. Il sindaco Giampiero Tolardo apre all’arrivo dei profughi in città. Nel giorno in cui a Moncalieri si è firmato il protocollo d’intesa tra Comune e Prefettura, che limita a 180 il numero di rifugiati da poter ospitare, nella città vicina il primo cittadino spiega: «Fare la nostra parte è un dovere morale. Abbiamo avuto un incontro in prefettura giorni fa, in cui ci siamo resi disponibili ad aiutare in questa situazione di emergenza, permettendoci così di fare parte della governance gestionale. Non vogliamo, per farla breve, che ci vengano imposti dall’alto, ma che sia un processo condiviso».

Il problema però sono gli spazi. A Nichelino, al contrario della vicina Moncalieri, non ci sono hotel o strutture ricettive che possono ospitare i migranti. Ma Tolardo ha la ricetta per superare l’ostacolo: «Una ipotesi, ancora da valutare, possono essere gli appartamenti sfitti. Potrebbero ospitare inizialmente un numero limitato di profughi, con la supervisione di una cooperativa esperta nel settore, poi, a seconda del livello di integrazione nel tessuto cittadino che i migranti avranno, si può pensare di aumentarne il numero. Tutto per gradi». Quindi niente “zone-ghetto” dove sistemare i migranti, cosa che renderebbe più complicato il loro inserimento in città: «Sono assolutamente contrario ai ghetti – spiega Tolardo -, credo che includere i profughi in zone diverse della città non possa che facilitare il loro inserimento».

L’obiettivo è dar loro una seconda possibilità, rendendosi utili per la città: «Credo che possano tranquillamente essere accompagnati in un percorso – dice il sindaco -, che preveda il loro impiego per piccoli lavori di manutenzione spicciola o comunque in servizi gestiti dalla città». Insomma i profughi come risorsa. Resterebbe poi da capire come concretizzare l’idea di assegnare a queste persone gli alloggi sfitti, ma quello sarà poi un passo successivo che verrà affrontato quando si metterà nero su bianco anche il discorso dei numeri: «Si parla di un rapporto di tre profughi ogni mille abitanti conclude Tolardo -, (il che significherebbe che a Nichelino arriverebbero 130 persone, ndr), ribadisco che tutto deve essere fatto per gradi. Il centro di accoglienza di Settimo sta scoppiando e noi vogliamo dare una mano prima con un piccolo nucleo e poi a salire, se le risposte saranno positive». 

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo