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Il “libro dei sogni” della Sette. Ma scoppia la polemica: «Si legalizzano gli abusivi»

IL FATTO. Alle Ogm case per gli studenti e recupero dell’asilo occupato

Lo chiamano “Il libro dei sogni” perché prevede di trasformare Aurora in un quartiere smart, con un rilancio delle Ogm, una soluzione per il trincerone di via Saint Bon e per l’asilo occupato di via Alessandria. Una delibera di intenti prodotta dal presidente della circoscrizione Sette Luca Deri, a nome della giunta, che si concentra su quella zona che presenta da anni il nucleo di maggior criticità. Per la vetustà di molti immobili, occupati o in stato di abbandono, l’inadeguatezza del reticolo viario e la carenza di spazi pubblici. Spicca soprattutto un nuovo progetto per le ex officine Grandi Motori, abbattute da Esselunga ma poi, di fatto, rimaste lì al loro posto. Un luogo tetro che sembra stato appena bombardato, casa per spacciatori e senzatetto. Congelato il progetto che prevede la costruzione di un ipermercato, case, parcheggi pertinenziali e verde, la palla passa ora al centro civico di corso Vercelli che pensa di modificare il programma inserendo la possibilità di riconvertire l’ex “Lingottino” in spazi per co-housing e case per studenti. «Strutture di cui la nostra città – spiega Deri -, ha impellenti necessità. Ma per trasformare gli spazi è opportuno proiettare la trasformazione dell’area verso la creazione di un quartiere smart, in cui le infrastrutture e gli edifici siano realizzati con tecnologie finalizzate al risparmio energetico».

Nel libro dei sogni spiccano altre due speranze: la linea due della metropolitana attraverso lo Scalo Vanchiglia (e cui i lavori sono in corso) e il recupero del trincerone di via Saint Bon. Ma è sull’ex asilo di via Alessandria, occupato da vent’anni, che la Sette richiede che venga predisposto ed attuato un progetto per il superamento dell’attuale situazione. L’idea è quella di darlo in uso alle fasce più deboli della popolazione. Con la possibilità di «un percorso di emersione associativo degli occupanti rispetto all’oc cupazi one senza titolo dello stabile». «Dichiarazioni gravi – spiega Patrizia Alessi, Fdi -. È inaccettabile che si cerchi di legalizzare gentaglia che ha solo creato problemi al quartiere».

 

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