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LA STORIA Maurizio, da Sauze alla Lapponia: «Così creo suite e bar di ghiaccio»

Sauze d’Oulx. Dei suoi 39 anni di vita, 31 li ha trascorsi a scolpire i più disparati materiali, andando anche, letteralmente, in campo al mondo. Dal legno alla pietra, passando per il marmo, fino alla neve e i ghiacci della Lapponia svedese, dove sta lavorando assieme a tanti altri alla costruzione dell’hotel di ghiaccio.

È la storia di Maurizio Perron, artista torinese di nascita ora residente a Jovenceaux, frazione di Sauze d’Oulx. Grazie ai maestri scultori Franco Alessandria e Guido Ronchail impara ben presto – a soli 11 anni – a padroneggiare la tecnica diventando lui stesso un maestro; il presidente e professore della Jovenceaux sculpture school. Nel corso della sua lunga carriera Perron ha partecipato a diversi eventi di scultura in tutto il mondo, ma nessuno pare essere stato emozionante come l’impresa che ha da poco realizzato: una spedizione artistica a due passi dal circolo polare artico, nel piccolo villaggio di Jukkasjärvi, famoso in tutto il mondo per il suo Ice Hotel.

L’artista è stato incaricato di scolpire alcune suite di lusso e il bar del complesso alberghiero ghiacciato, che si snoda lungo le rive del fiume Thorne: «Ho lavorato per la prima volta a questo progetto nel 2007. Dopo una piccola interruzione, è dal 2010 che ogni anno prendo parte all’avventura» racconta. Aggiunge: «È molto difficile venire ingaggiati. Ogni anno giungono alla sede circa 500 progetti, di cui ne realizzano al massimo una decina». La cittadina lappone è uno dei pochi posti al mondo in cui, grazie alla temperatura gelida (che può arrivare a -42°) e alla portata del Thorne, il ghiaccio è in grado di superare il metro di spessore. Quando in marzo il clima rigido lascia posto alla più mite primavera, blocchi cubitali vengono estratti dal letto del corso d’acqua e in seguito impilati per formare la materia prima dell’Ice Hotel.

Toccherà agli artisti come Maurizio plasmarli con la motosega: così lo scorso 23 ottobre, coadiuvato dalla collega olandese Marjolein Vonk, il creativo si è trasferito per tre settimane in Svezia con lo scopo di realizzare la luxury suite “The wishfull thinking”. Corredata di bagno privato e spa, si presenta come un autentico capolavoro: «Ogni anno vengono richieste idee nuove, inedite. Questa suite, per esempio, è completamente ispirata alla Luna. Abbiamo scolpito nel ghiaccio una Luna gigante, dal peso di 24 tonnellate, la quale si riflette nel fiume formando una mezzaluna. Proprio su questo riflesso abbiamo costruito un letto matrimoniale». L’inventiva del sauzino non ha limiti: «Lo scorso anno abbiamo invece realizzato una casa sull’albero, con tanto di altalene ghiacciate».

Ricorda che questo Ice Hotel 365 è differente dai precedenti, non solo nel nome – indicativo ma anche nella struttura: «La differenza principale è che questo non si scioglierà, sarà tenuto in vita anche durante l’estate grazie all’energia solare » . Le pareti sono infatti rinforzate da una grande quantità di Snice, una miscela fatta di neve (snow) e ghiaccio (ice) la quale è in grado generare una grande riserva di aria ghiacciata.

 

 

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