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Il Borghese

Aperta la caccia agli incivili

L’altra settimana, mi pare martedì, sono rimasto mezz’ora in attesa che una gentile e pure elegante signora si degnasse di togliere la sua Panda lucente dal passo carraio del nostro giornale. E’ arrivata con i bigodini sul capo, protetti da una reticella blu notte. Gridando, non già delle scuse, ma un feroce «Smetta di suonare il clacson, maleducato». La dimostrazione che la colpa è sempre degli altri, anche quando si è in malafede. O in “malasosta”, come in questo caso. La signora, secondo le statistiche, è una delle centinaia di migliaia di persone che abbandonano la loro auto in doppia fila, sui passi carrai, nei posti per i disabili o addirittura ) con le ruote sul marciapiede. Un esercito di incivili che pure trovano sempre la giustificazione al loro comportamento. C’è chi deve portare i figli a scuola, ritirare una ricetta medica, comperare un pacco di sale, oppure le sigarette. O bersi un caffè al bar. Peccato che per gustare una tazzurella a volte serva più di mezz’ora. Una negazione degli altrui diritti, per dirla con il comandante della polizia municipale che assieme al sindaco ha annunciato un giro di vite senza precedenti contro un malcostume che negli anni è stato tollerato, se non addirittura accettato. Si va alla guerra con il fioretto e con la sciabola. Prima, come si fa nella civilissima Ginevra, ci sarà una campagna di sensibilizzazione, una sorta di reclame su quanto sia becero comportarsi per le nostre strade come in un Far West senza regole. Poi toccherà ai nostri civich, che a dire il vero negli ultimi nove mesi si sono già dati da fare, staccando 15mila verbali in più rispetto allo stesso periodo del 2015. In gergo si chiamano “servizi mirati”, ovvero campagne pensate appositamente per contrastare una specifica infrazione al codice. E contro la “malasosta” varrà tutto: multe sotto i tergicristalli, telecamere, marchingegni elettronici che riconoscono al volo le targhe per la multa a strascico. Un’opera di civiltà ma anche un grande affare per le casse comunali, che ultimamente non godono di eccellente salute. I conti li ha già fatto il comitato “Malasosta”, lo stesso che ha ispirato il giro di vite al sindaco Appendino: 34 milioni di euro all’anno per quasi 850mila infrazioni accertate. Più o meno il valore del buco trovato nei conti della città. A molti, anzi a moltissimi, non piacerà. Ma è meglio che a coprire le voragini dei conti pubblici siano gli incivili anzichè i soliti cittadini che rispettano le regole.
 

beppe.fossati@cronacaqui.it

 

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