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Incontro con la Regione per ottenere l’appoggio delle istituzioni locali. In bilico 200 lavoratori

IL CASO. L’ippodromo è a rischio di chiusura: «Ora il governo ci deve ascoltare»

 La storia dell’ippica italiana e internazionale è sempre passata dalle piste di Vinovo: ieri come oggi quella del trotto e fino a 15 anni fa anche quella del galoppo prima che lì sbarcasse la Juventus con il suo centro di allenamenti. Ma la storia e gli sforzi economici di HippoGroup Torinese che gestisce l’impianto non bastano a garantire il futuro, quello occupazionale che si accompagna a quello sportivo. E così c’è bisogno del sostegno della politica locale e regionale che si sta muovendo per garantire la continuità ai circa 200 lavoratori direttamente e indirettamente coinvolti nell’i mpianto torinese.

Un primo passo concreto è rappresentato dall’incontro tra l’assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero, il suo collega allo Sport, Giovanni Maria Ferraris e il consigliere regionale Andrea Appiano con una delegazione guidata da Gianfranco Guerrini, sindaco del Comune di Vinovo e da Guido Melzi d’Eril (presidente di HippoGroup Torinese), insieme a Salvatore De Lorenzo (rappresentante dei driver), Valter Ferrero e Maurizio Grosso (presidente Anact), Enrico Colombino (presidente Gentlemen club Piemonte Liguria) e Mauro Rolando (presidente Unione subalpina trotto).

Tutti hanno concordato che i tempi stringono e che la salvezza di Vinovo deve passare dal suo riconoscimento come impianto di prim’ordine nel panoramaitaliano, altrimenti la fine del’attività e con questa anche degli sforzi per garantire l’occupazione, nonostante i pagamenti dei premi e delle spettanze da parte del Mipaaf ( iL Ministero dell’Agricoltura) siano in perenne ritardo, sarà segnata. Una svolta che dal 2017 passerà gioco forza dalla nuova classificazione degli ippodromi italiani prevista dal decreto firmato a marzo 2016 dal sottosegretario con delega all’ip pica Giuseppe Castiglione. L’e r og azione delle sovvenzioni statali passerà finalmente da un criterio meritocratico: saranno divise in quattro fasce, la più importante è quella degli ippodromi di rilevanza strategica che almeno in linea teorica avranno maggiori risorse, maggiori giornate di corsa e una visibilità migliore.

Vinovo ha tutto per rientrare nei tre impianti del trotto che faranno parte dell’élite: una tribuna da almeno 1.500 posti (e qui sono oltre 2mila), l’impianto di illuminazione che Roma e Milano non hanno, un centro di allevamento attiguo alla pista, che Milano non ha e che invece qui vanta circa 300 animali, due piste di allenamento di 800 metri e di una pista da corsa di mille metri tra le più belle e competitive d’Italia.

Senza questa promozione, che dovrebbe essere solo una formalità, Vinovo non può garantire la sopravvivenza dell’atti vità e i politici locali hanno promesso di portare la questione già in un prossimo Consiglio Regionale, in attesa di incontrare personalmente i loro referenti al ministero dell’Agricoltura.

 

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