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Il giudice ordina lo sgombero immediato, ma ieri sono arrivate altre roulotte

IL DISASTRO AMBIENTALE DEI ROM Via Germagnano, falde inquinate e aria avvelenata LE FOTO

TORINO. Il campo nomadi abusivo di via Germagnano deve essere immediatamente sgomberato perché rappresenta un pericolo per l’ambiente e un rischio per la salute dei residenti. Su richiesta della procura, il tribunale ha emesso un decreto di sequestro preventivo dell’area che sorge accanto alla discarica dell’Amiat. Il provvedimento del giudice Rosanna La Rosa risale al 16 settembre, ma a distanza di quasi due mesi il Comune di Torino e le forze dell’ordine non hanno ancora provveduto a eseguire la misura.

Nel fascicolo d’inchiesta aperto dal pubblico ministero Andrea Padalino si ipotizzano i reati di invasione di terreni e disastro ambientale. Al momento sono circa un centinaio gli indagati: si tratta dei nomadi identificati durante l’ultimo sopralluogo effettuato nell’accampamento abusivo; altri personaggi sono ancora in fase di registrazione.

A proposito del reato di disastro ambientale, i rilievi eseguiti a giugno dai tecnici dell’Arpa avrebbero consentito di scoprire, nel terreno su cui sorgono le baracche, la presenza di materiali nocivi come zinco, stagno e piombo: elementi presenti nel terreno in quantità decisamente superiori ai limiti consentiti dalla legge e originati dai roghi, quasi quotidiani, appiccati dai nomadi che vivono in quell’area. Scrive infatti il gip che i rom avrebbero provocato «una compromissione significativa e misurabile di porzioni estese e significative del suolo e del sottosuolo, mediante l’abbandono di ingenti quantitativi di rifiuti indifferenziati, prevalentemente di natura urbana, oltre che di rifiuti provenienti da attività commerciali, artigianali e industriali, parte dei quali combusti sul suolo» .

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