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La vicenda risale al 15 dicembre di tre anni fa. Oggi l’udienza

IL CASO. Ferì nomade in fuga sull’auto rubata sparandogli. Agente a processo a Torino

Ho sparato nel tentativo di fermare le due macchine in fuga. Per la velocità con cui sono scappati pensavo ci fosse qualcosa di più che un semplice caso di furto e ricettazione d’auto. Così mi sono sentito in obbligo di effettuare l’arresto”. Lo ha spiegato questa mattina in Tribunale a Torino Andrea C., il poliziotto finito sotto processo per lesioni colpose per avere ferito a colpi di pistola un nomade la sera del 15 dicembre di tre anni fa. Il nomade, 24 anni era alla guida di una Fiat Uno rubata, con a bordo altre due persone. Vicina anche una Punto con a bordo tre persone, di cui si sono perse le tracce. Alla vista delle volanti, l’auto scappò a tutta velocità, uscendo dal distributore di benzina Tamoil di corso Unione Sovietica, proprio nei pressi dell’imbocco della tangenziale. “Ho mirato alle ruote“, ha spiegato il poliziotto, in servizio da 18 anni. Il ferito, ascoltato anche lui oggi in aula, ha raccontato di avere il piede sinistro paralizzato, di camminare con l’ausilio di stampelle, di due tutori e di avere problemi alla vescica. “Viaggiavamo su una macchina rubata“, ha ribadito davanti al giudice Paola Odilia Meroni, ricostruendo la vicenda e ammettendo il reato. Sulla base di questa affermazione il pm Ester Kappelmayr, il 28 novembre, data a cui è stato rinviato il processo, potrebbe chiedere la riapertura di un altro caso (che è stato archiviato): quello in cui i due complici del nomade erano imputati per furto. 

 

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