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POVERTA’ E DISPERAZIONE Torino, dopo il mercato bidoni assaltati per raccogliere verdura e vestiti

TORINO. Raccolgono la frutta e la verdura nei cassonetti, facendo anche la differenziata con i capi d’abbigliamento. Sì, succede anche questo al termine dei mercati. Quando dopo le 14 le strade si riempiono di persone, italiane e non, in cerca di ciò che manca per riempire la dispensa o il mobile di casa. Come in via Scarlatti dove alcuni passanti hanno immortalato uno scenario che ormai non si può nemmeno più definire surreale. Ossia persone, con la schiena piegata, intente a rovistare per terra in mezzo all’immondizia. In cerca di qualcosa con cui riempire i sacchetti. Un esercito di disperati che, come in un gran bazar, si scambiano i vestiti, in cerca della taglia giusta. O della maglia mancante. Pezzi che al mercato costano magari 10 o 20 euro, loro li “acquistano” a costo zero quando il proprietario decide di liberarsene buttandoli nel bidone. «Si divorano tutto l’invenduto in pochi minuti – racconta Lele, un residente incredulo -. Fanno incetta dei vestiti scartati, a volte non aspettano nemmeno la fine del mercato e si fiondano su ciò che è rimasto vicino ai bidoni».

Quando anche le offerte last minute sono finite entrano in azione i “raccoglitori “. Che sono tantissimi, quasi tutti italiani, la maggior parte anziani. Sembra di essere in un altro mondo rispetto al caotico scorrere della vita tutto intorno. Ma qui, a quest’ora, tra banchi del frutta e verdura e abusivi, si respira soltanto aria di disperazione e miseria. Quando il personale si allontana, scatta la corsa a chi arriva prima. Come se fossimo in guerra. Per accaparrarsi il pezzo migliore. «Mi chiedo se sia questa la periferia che Torino vuole vedere – si sfoga Alberto Barona del comitato “Noi di Barriera” -. Con persone che rovistano nei bidoni e negli scatoloni. Un segnale di disperazione che vorremmo fosse colto presto, prima che la gente arrivi ad ammazzarsi per un abito sgualcito o per un pezzo di pane».

 

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